Si trova a Perugia la prima discoteca 3d d’Italia. Come abbiamo già evidenziato, la pandemia ha messo in difficoltà il mondo dell’intrattenimento e mentre si discute di bonus e ripresa delle attività, alcune idee  prendono vita.

I ragazzi del Red Zone Club non si sono fatti cogliere impreparati ed hanno accettano la sfida che questa nuova attualità ci ha imposto, quel distanziamento sociale che ci sta tanto stretto.

E’ cosi il celebre club del capoluogo umbro crea la prima discoteca 3d interamente fedele all’originale che il Red Zone di Perugia mette a disposizione dei suoi clienti, degli amanti del clubbing e dei followers sparsi in tutta Europa. E’ ormai dagli anni 90 che il Red Zone rappresenta una fucina di idee creative e promozione di trend musicali.

La prima discoteca 3d e la Instant Web Radio che spopola sul web

Già dai primi giorni del lockdown il Red Zone ha creato una web radio che ha raggiunto un più di un milione di contatti in tutto il mondo.

Questo lockdown ha instillato una carica positiva nei ragazzi del Red Zone che non hanno voluto rinunciare a omaggiare i propri aficionados. La radio è attiva h24 e si può ascoltare tramite un app gratuita, la Red Zone App disponibile entro brevissimo tempo.

Sulla pagina Facebook del Red Zone Club è possibile ascoltare i mix più cool dei resident dj’s che si sono succeduti nel disco club perugino accompagnati da un fantastico dancefloor virtuale.

Red Zone Club tra rarità e guest stars

I mix sono unici nel loro genere, tra rarità, guest star e remix con approfondimenti e curiosità riguardo gli artisti del Red Zone.

Ricky L. uno dei padri del progetto sostiene che ascoltare gli album è utile a contrastare la frenesia dei click. Il digitale ha cambiato il modo di concepire e ascoltare la musica. Ricky L. ha messo a disposizione il suo archivio personale di rarità insieme al tecnico Andrea Maffei.

La programmazione non prevede solo musica

La prima discoteca 3d non è solo musica, ma anche interviste di Maurizio Clemente ai guru della Nighlife di Master Enjoy e dj’s internazionali. Le interviste hanno raggiunto oltre due milioni e mezzo di utenti.

La prima discoteca 3d è un modo per non arrendersi, un progetto che permette di vivere la musica in maniera attiva, si tratta di una esperienza virtuale entusiasmante; anche se probabilmente non sarà mai paragonabile alla bellezza dei veri rapporti umani è una esperienza che consigliamo vivamente di provare.

Negli anni 90 chi avrebbe mai pensato ad una discoteca 3d?

Un dj che lavora sulla sua consolle virtuale, immagini e contenuti visual 3d sincronizzati alla perfezione con il djset, animazione in 3d con il sapiente contributo di Paolo d’Orazi tecnico video di Agorà SRL. Il responsabile tecnico del settore video di Agorà è Stefano Flash Ranalli.

Curatissima anche le grafiche del flyers a cura di Vincenzo Viceversa, collaboratore del Red Zone dai primi passi alla fine degli anni 80.

Un altro importante contributo al progetto viene dalla associazione St.Art, con la mostra Red Zone Exhibition, che metterà a disposizione degli utenti  il materiale promozionale scenico e audiovisivo del Red Zone.



Un nuovo modo di vivere la club culture, in totale sicurezza e all’insegna della buona musica.

In passato era impensabile un progetto di questo tipo

Impensabile per i limiti tecnologici di quegli anni ma anche perché mai ci si sarebbe immaginati una situazione di emergenza come quella che stiamo attraversando in questo periodo. Nel 1998 Calderozzi affidava a Ranalli la realizzazione di uno schermo in multivisione di 40 mt di base.

“A quei tempi non esistevano ancora schermi a led e video proiettori, ma si sincronizzavano dei proiettori con sistemi computerizzati molto sofisticati per realizzare le così dette multivisioni…”

La prima discoteca 3d è a Perugia, ma raggiungibile da tutto il mondo. Il Red Zone guarda avanti e questa serie di scelte influenzerà di certo il mondo del clubbing italiano.