Probabilmente nessuno di noi ricordava che Silvia Romano dopo un anno e mezzo era ancora nelle mani dei suoi aguzzini. Da due mesi a questa parte si parla solo della pandemia, il vero nemico è il Covid-19, ci eravamo quasi dimenticati della famigerata “minaccia islamica”.

 

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Foto di Pezibear da Pixabay

Ma è un’epoca questa, in cui la vena complottistica degli italiani ha raggiunto i suoi massimi storici ed è in questo momento che ora tocca a lei, Silvia Romano è la vittima sacrificale di questo periodo storico, di quelle persone che hanno sempre bisogno di un capro espiatorio.

“Ora il senso dell’identità si fonda sull’odio, sull’odio per chi non è identico. Bisogna coltivare l’odio come passione civile. Il nemico è l’amico dei popoli. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria. L’odio è la vera passione primordiale…”

scriveva Umberto Eco

Quanto mai profetico rispetto al periodo che stiamo attraversando. Ma torniamo a noi, forse nessuno ormai pensava che Silvia avrebbe fatto ritorno a casa ed invece la volontaria è tornata nella sua Milano dopo un lungo periodo di prigionia.

Forse pensavamo di trovarla con il volto scarno e sofferente, senza neanche più la forza di sorridere, ma l’abbiamo vista scendere da quell’aereo con un look che non ci aspettavamo. Abbiamo visto un sorriso che cantava la sua felicità.

La palandrana della discordia

Vedere quel vestito indosso alla ragazza è stato uno shock per molti italiani, ma Silvia è solo una ragazza che ha scelto un’altra fede e la scelta di un’altra fede non è un reato, è una scelta che anche la nostra costituzione ci lascia liberi di fare come sancisce l’articolo 19.

E se in molti in questo momento gridano alla limitazione delle libertà individuali che per due mesi ci hanno impedito qualsiasi movimento, chi siamo noi per impedire ad una ragazza di scegliere il proprio cammino spirituale?

La cattiveria e l’odio gratuito profuso da numerosi utenti sui social verso questa ragazza è un atto ignobile, vige la libertà di espressione questo va detto, ma questa finisce quando inizia la diffamazione, la calunnia, che spesso si veste da fake news condivise e ricondivise da migliaia di utenti.

Le fake news su Silvia Romano

Si pensi a tutte le fake news degli ultimi giorni su Silvia Romano come: il lavaggio del cervello e il matrimonio islamico, l’abito verde che caratterizza l’islam islamista, che per altro non significa nulla come riferisce il sito Bufale.net. Per poi continuare con il Rolex lady oro al polso, Silvia Romano nuda che gira per le strade di Bologna per un esperimento sociale, senza contare le migliaia di commenti infamanti e carichi di odio che non staremo qua a ripetere.

Si ma è stato pagato un riscatto!

È vero che il pagamento di un riscatto crea sempre un precedente pericoloso, in ogni caso, sia che si tratti di Al Qaeda che dell’anonima sequestri. Quel cambio di religione ha portato molti italiani a pensare che Silvia non fosse più “una di  noi” e che fosse opportuno lasciarla in mano ai rapitori!

Il sonno della ragione genera mostri

La percezione delle persone in questo momento è messa a dura prova da una crisi politica, economica, sanitaria ma soprattutto ci troviamo davanti al sonno della ragione! E il sonno della ragione genera mostri!

In questo preciso momento vedere Silvia Romano che sbarca a Ciampino con quell’abito è percepito come una sorta di tradimento.

Sallusti ha twittato:

“Silvia è tornata! Bene ma è stato come vedere tornare un prigionieri dei campi di concentramento orgogliosamente vestito da nazista…non capisco e non capirò mai”

Il commento a caldo dell’onorevole Gasparri è stato :

“Speriamo almeno che vada a pregare in una moschea normale e non in quelle dove si reclutano i terroristi.”

La propaganda anti islamica

L’odio, la paura della diversità e l’intolleranza nel 2020 sono frutto di anni di propaganda anti islamica cominciata all’indomani dei sanguinosi fatti del 11 settembre 2001. Una gran parte della popolazione ha perso per strada la capacità di analizzare le situazioni e il senso delle cose. Tutto è estremamente decontestualizzato e frutto dell’emotività.

Una emotività che porta a quella equazione per la quale islam uguale terrorismo, una paura che ormai si è impossessata dell’occidente con i risultati e le reazioni che tutti vediamo.

È ora di finirla di additare con astio questa ragazza. Dovremmo essere felici che una nostra connazionale sia di nuovo libera di vivere la sua vita, qualunque essa sia, qualunque cammino spirituale scelga di seguire.

Per quanto riguarda le modalità di liberazione, riscatto, coinvolgimento degli 007 turchi, aspettiamo che sia il Governo a riferire in aula e se anche ci fossero aspetti poco chiari non saranno certo da imputare alla vittima.

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