Il 15 giugno si riparte con gli eventi live, la notizia sembra incredibilmente positiva ma probabilmente si è cantato vittoria troppo in fretta e l’attuale decreto sembra fare figli e figliastri. Nonostante gli appelli stavolta a farne le spese sono le associazioni che organizzano eventi live e tutto quello che ruota intorno al settore food & beverage legato agli eventi.

Eventi live: il testo del decreto

Dal 15 giugno 2020 gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi come si legge sul decreto:

Sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

E su questo punto nulla da eccepire, perché per un assaggio di normalità ormai saremmo disposti a tutto. Gli eventi live ci mancano eccome e non vediamo l’ora di assistere ad un concerto in compagnia e con una bella pinta di birra tra le mani.



Ma i sogni di libertà sembrano scemare davanti al lapidario punto 8

Liberi tutti o quasi perché prima della pandemia, associazioni, locali, comitati hanno sempre organizzato spettacoli autofinanziandosi e/o recuperando dalla vendita di bevande e cibi, costi altrimenti insostenibili per permettere al pubblico di fruire di eventi di qualità. Senza contare tutte le attività che aspettano gli eventi live per vendere, guarda caso proprio cibi e bevande.

Mettiamo anche che la riapertura ha dei costi per adeguarsi alle vigenti norme, sanificazione continua, e vigilanza sul rispetto delle normative, obbligo di ledwall per mostrare le normative su schermo. Tutto questo con un pubblico rimaneggiato a causa delle restrizioni.

L’allegato 9: il punto 8 che vieta il consumo di cibi e bevande

Nell’allegato 9 Spettacoli dal vivo e cinema del decreto del presidente del Consiglio al punto 8 si legge:

Divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.

La protesta sta montando in queste ore e siamo fermamente convinti che una situazione del genere debba essere risolta al più presto. In questo momento ci troviamo di fronte a categorie che non sanno più come fare per sbarcare il lunario, professionisti seri che amano il proprio lavoro e che rispettano le regole ma che vengono bastonati al via.

Una ripartenza che non coinvolge tutti e l’impressione che abbiamo è che questa pandemia abbia generato vincitori e vinti, figli e figliastri e se questo è il contenuto definitivo del decreto siamo ben lontani da un ritorno alla normalità.

Possiamo accettare a denti stretti di assistere ad un concerto seduti, a debita distanza e con tutte le precauzioni del caso ma ci chiediamo come faranno gli organizzatori di eventi live a pagare gli artisti se non possono somministrare cibi e bevande. Il mondo degli eventi live sta subendo una duro colpo in queste ore.