Il museo delle promesse infrante di Elizabeth Buchan. A Parigi esiste un museo che  non  custodisce né quadri né statue. Questo museo è dimora di  emozioni: ogni oggetto, sia esso un vecchio telefono, una scarpetta bianca, un biglietto del treno è il segno tangibile di un amore perduto, di una fiducia svanita, di una perdita.

Il museo delle promesse infrante: ricordi donati da chi vorrebbe liberarsi di rimorsi, rimpianti e andare avanti

La curatrice, Laure,  ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore.

In questo posto la gente è costretta a dimenticare cosa sia la libertà

È l’estate del 1986,  Laure lascia la Francia e arriva a Praga, ha l’impressione di essere imprigionata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Poi si rende conto, tocca con mano la verità: in questo posto la gente è stata costretta a dimenticare cosa sia la libertà.



Laure è pronta a mentire, lottare, tradire…

Eppure qualcuno non si rassegna: Tomas affascinante quanto enigmatico incontrato per caso a uno spettacolo di marionette. Laure per lui è pronta a mentire, lottare, tradire. Ancora non sa di cosa è capace il regime, e neanche fin dove lei dovrà spingersi per salvarsi la vita.

Quanto pentimento in Laure, per quella scelta, quanta tristezza per non aver avuto l’occasione per sistemare le cose.

Scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante è un luogo in cui le storie prendono nuovo slancio, spiccano il volo verso mete inaspettate e riprendono a battere con i ritmi del cuore, intrecciano e ricuciono i fili strappati dal destino.

“Ogni cultura deve avere i suoi musei e un Paese che non li ha è un Paese che – deliberatamente o senza volerlo – distrugge il proprio passato”

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