Home Curiosità Amy Winehouse: un triste destino predetto da Mick Jagger

Amy Winehouse: un triste destino predetto da Mick Jagger

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Greg Gebhardt from Laguna Beach, CA, USA - Amy Winehouse Wiki CC 2.0.

Chi non l’ha amata o cercato di imitarla scagli la prima pietra! Amy Winehouse è stata una cantautrice celebre per il suo stile vocale distintivo e il suo approccio unico alla musica, che combinava elementi di jazz, soul e R&B. 

Non ci voleva certo un luminare della psicanalisi per capire che Amy Winehouse aveva bisogno di aiuto. Nel 2007 a soli 24 anni era già una delle più grandi star mondiali della musica, ma era chiaro quanto fosse irrimediabilmente dipendente da alcol e droghe, problemi che poco più tardi divorarono la sua fantastica carriera e compromisero la sua capacità di stare sul palco.

Al tempo aveva una relazione distruttiva con il suo partner di allora Blake Fielder-Civil ed è lì che iniziò a mostrare segni visibili di quanto stava accadendo. Le sue esibizioni dal vivo non lasciavano spazio a dubbi, il futuro della star di Black to Black era in serio pericolo, appariva sempre più spesso confusa, terrorizzata e fuori controllo.

In seguito al matrimonio con Fielder-Civil, decise di sostituire il suo manager affidandosi ad un promoter che continuò a fissare concerti senza curarsi minimamente del fatto che non fosse più fisicamente in grado di reggere la pressione dell’esibizione. 

Il mondo della musica non è solo divertimento e leggerezza, in pochi lo capiscono!

Lo show business musicale è un mondo fatto di luci, ombre e fantasmi che possono divorare l’io più intimo di un artista, è sotto questa oscura luce che è nato il Club 27, che annovera tra i più grandi interpreti della musica contemporanea scomparsi prematuramente, lasciando un vuoto incolmabile, un alone di gloria e mistero che ha dato vita a speculazioni di vario tipo.

La combinazione di talento, fama e morti tragiche a un’età giovane ha contribuito a creare l’idea di questo Club come un fenomeno culturale.

Mick Jagger fu uno dei primi ad accorgersi dello stato di salute della Winehouse

Il leggendario frontman dei Rolling Stone se ne accorse per tempo, anche perché aveva frequentato svariate decine di tossicodipendenti per non accorgersi dello stato di salute della Winehouse.

Così nel corso di un’intervista al The Sun nel 2007 fece una agghiacciante dichiarazione: 

Amy è un’ artista brillante che fa musica fantastica. Ha classe. Ma sono preoccupato che possa morire se percorre la strada che ha intrapreso…

La Winehouse si era unita alla band sul palco dell’Isle of Wight Festival e all’inizio di quell’anno e avrebbe dovuto supportare gli Stones in tour prima di abbandonare.

Lei era come alcuni di quei meravigliosi classici cantanti soul del passato che hanno appunto ispirato gli Stones, come lo stesso Jagger ammise.

Avere una donna che canta proprio come loro in questo momento è meraviglioso…

Se solo si fosse data una regolata. È difficile perché è la tua mente che deve fare questo cambiamento!

concluse Jagger. 

Se la mia mente non mi avesse sempre detto che non sarei dovuto andare troppo oltre, avrei potuto finire come Amy anni fa. Ma ho sempre avuto quella voce nella testa che mi ripeteva di fermarmi del tutto. Ho capito che non volevo morire giovane.

Quando gli Stones sperimentavano certe sostanze, non potevano immaginarne gli effetti disastrosi sulla loro salute, non c’era l’informazione che abbiamo oggi, o ancora, le strutture per la riabilitazione. Per questo gli Stones caldeggiavano per un rehab della cantante temendo per la sua vita.

Amy è un talento e dovrebbe approfittarne. Temo che potrebbe addirittura morire se continua sulla strada che ha intrapreso.

Sfortunatamente, la rivelazione di Jagger non arrivò mai alla Winehouse che morì quattro anni dopo nel suo appartamento di Camden all’età di 27 anni a causa di un pesante avvelenamento da alcol.

La sua morte fu una perdita significativa per l’industria musicale e per i fans in tutto il mondo. Amy Winehouse ha lasciato un’eredità duratura attraverso la sua musica e il suo impatto sulla scena artistica.

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"Da ragazzino ero ossessionato dalla musica, dalla scrittura e dal cantare canzoni". Anthony Minghella

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