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Valerio Scanu e Maria Luisa Congiu con Spunta la luna dal monte

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Non è mai facile toccare i santuari della musica italiana. “Spunta la luna dal monte” è un monumento che Pierangelo Bertoli e i Tazenda hanno eretto nel 1991. La versione di Valerio Scanu insieme a Maria Luisa Congiu ha l’effetto di un ritorno a casa dopo un lungo tour.

L’uso del sardo non è una posa estetica, ma una necessità viscerale. Nel nuovo singolo di Valerio Scanu, la lingua diventa uno strumento aggiuntivo, una percussione ancestrale che si fonde con una produzione moderna ma rispettosa. È un pezzo che non cerca di scimmiottare l’originale, ma ne raccoglie l’eredità per portarla nel 2026 con una dignità che raramente si trova nelle operazioni di cover attuali.

Valerio Scanu: una maturità vocale da veterano

Ho diviso palchi con ogni tipo di cantante, dai urlatori metal ai crooner da piano bar, e vi dico che la voce di Valerio è cambiata. Non è più solo quel timbro cristallino che ha sbancato Sanremo nel 2010; oggi c’è uno spessore diverso, una consapevolezza tecnica che arriva probabilmente anche dalla sua versatilità televisiva e teatrale.

In questa collaborazione, il gioco di incastri con Maria Luisa Congiu è millimetrico. La voce di Valerio Scanu si fa meno pop e più anima, sporcandosi di quella salsedine tipica di chi la Sardegna la vive davvero. Cantare un brano che ha ricevuto uno degli applausi più lunghi della storia dell’Ariston richiede fegato, e lui dimostra di averne da vendere, gestendo i passaggi dinamici con una naturalezza che solo l’esperienza può regalare.

Dalla dance di ieri al teatro totale di domani

Dopo il successo di “Vivo la notte” nell’estate 2025, dove ha esplorato territori dance, Valerio sterza bruscamente verso un progetto che definirei “teatro-canzone 2.0”. Il brano è solo l’antipasto di un disco e di uno spettacolo live che promette di essere un’esperienza immersiva.

Questo nuovo corso di Valerio Scanu, reduce dal prestigioso Premio Mia Martini 2025, dimostra che la carriera di un artista non è una linea retta, ma un cerchio che tende a espandersi. Passare dalla laurea in giurisprudenza ai palchi teatrali di “Incanto” gli ha dato una marcia in più: la capacità di narrare, non solo di eseguire. Se questo è l’inizio del nuovo album, ci aspettano delle bellissime sorprese tra inediti e chicche storiche.