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Ah l’amore l’amore spazio alla psicologia e alle emozioni

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Ah l’amore l’amore di Manzini: spazio alla psicologia e alle emozioni

Con Ah l’amore l’amore torna Rocco Schiavone, vicequestore ad Aosta, che ora si trova ricoverato in ospedale per colpa di un proiettile che lo ha colpito nel corso di un conflitto a fuoco. Rocco Schiavone ha perso un rene ma questo non lo limita affatto.

Nei giorni della sua permanenza in ospedale, durante un intervento chirurgico simile a quello da lui subito, un altro paziente è morto.

Una nuova indagine per Rocco Schiavone

Si tratta di Roberto Sirchia, un ricco imprenditore che si è fatto da sé. Un errore imperdonabile, uno scandalo clamoroso. La vedova e il figlio di Sirchia, lei una scialba arricchita, lui, molto ambizioso, ma del tutto privo della energia del padre, puntano il dito contro la malasanità.

Sarà una sacca da trasfusione con il gruppo sanguigno sbagliato – agli occhi di un annoiato Rocco che non può reprimere il suo istinto di sbirro – a far vedere al commissario la grossolanità di un errore che non può essere casuale.

Sente inoltre una profonda gratitudine verso chi sarebbe il responsabile numero uno dell’errore, cioè il primario dottor Negri. È un bravo professionista, malinconico e disincantato come lui. Col suo modo brusco e dissacrante che è parte della sua identità, il vicequestore comincia a guidare l’indagine dai corridoi dell’ospedale che clandestinamente riempie di fumo di vario tipo.

Se di delitto si tratta, sicuramente, deve esserci un movente

Se  di delitto si tratta, sicuramente, deve esserci un movente, e va ricercato fuori dall’ospedale, nelle pieghe della vita della vittima. Dentro i riti dell’ospedale i rumori, gli odori, il cibo immangiabile, i vicini molesti, il vice questore si sente come in gabbia.

Ma dalla gabbia è difficile raccogliere indizi è difficile dirigere a distanza i suoi uomini, non gli resta che affidarsi all’intuito, alle impressioni sulle persone, ai dati sul funzionamento della macchina sanitaria.

Come sempre, Antonio Manzini concede molto spazio alla psicologia alle emozioni di pancia e alle atmosfere. Rocco Schiavone ha quasi cinquant’anni, certi spigoli a lui così familiari si smussano, forse un amore si affaccia.

Sullo sfondo prendono piega le vicende private della squadra. E immancabilmente, la stessa ombra che lo accompagna da anni che osserva da un angolo della strada lì fuori.

Se ti è piaciuta questa recensione leggi anche uno di quei libri che rimane sottopelle

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