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Jeff Buckley: il mito torna al cinema con It’s Never Over

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Ci sono voci che non si limitano a cantare, restano sospese nell’aria, come un’eco che non ne vuole sapere di spegnersi. Quella di Jeff Buckley è una di queste. A quasi trent’anni dalla sua tragica scomparsa nelle acque del Wolf River, il documentario definitivo sulla sua vita sta per sbarcare nei cinema italiani, e se mastichi pane e rock, questo è un appuntamento a cui non puoi mancare.

“IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY” arriverà nelle sale come evento speciale solo il 16, 17 e 18 marzo. Preparate i fazzoletti, ma soprattutto preparate le orecchie perchè si preannuncia un viaggio viscerale nel cuore di un artista che, con un solo album in studio (Grace, 1994), ha ridefinito il concetto di bellezza e tormento nella musica contemporanea.

Un documentario nato dall’amore (e da Brad Pitt)

Presentato con successo al Sundance Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma, il film è diretto da Amy Berg (già candidata all’Oscar e firma dietro a capolavori come Janis: Little Girl Blue) e vede tra i produttori nientemeno che Brad Pitt.

Ma non aspettatevi il solito biopic patinato. Qui c’è il fango di Memphis e la polvere dell’East Village. La Berg ha scavato negli archivi personali della famiglia Buckley, portando alla luce materiali inediti: messaggi vocali struggenti, testimonianze intime della madre Mary Guibert e delle storiche compagne Joan Wasser (Joan as Police Woman) e Rebecca Moore. È il ritratto di un uomo, non solo di un’icona, filtrato dallo sguardo di chi lo ha amato, inclusi colleghi del calibro di Ben Harper e Aimee Mann.

Non solo cinema: torna il mito del Live at Sin-é

Per noi feticisti del supporto fisico e del suono analogico, le notizie bomba non finiscono qui. Dal 13 febbraio, Sony Music rilascerà la versione deluxe di “Live at Sin-é” in formato vinile e CD.

Se non lo conoscete, recuperate subito, è la genesi. Un Jeff giovanissimo che incanta un minuscolo club di Manhattan con la sua chitarra elettrica. Questa nuova versione è un pezzo da collezione, un cofanetto rigido con quattro vinili, foto a colori e versioni live di capolavori come Grace, Last Goodbye e l’immortale cover di Hallelujah di Leonard Cohen. È il suono puro di un talento che sta per esplodere, prima che il mondo intero si accorgesse di lui.

Perché Jeff Buckley conta ancora oggi?

Da musicista, mi chiedo spesso cosa renda Grace un disco così immortale. La risposta è nella sua totale assenza di filtri. Jeff era il figlio d’arte del grande Tim Buckley, ma ha saputo distruggere quell’ombra per crearne una propria, immensa. Ha unito il folk, il jazz, il rock psichedelico e una vocalità quasi sacra in un mix che oggi, nell’era dei singoli prodotti in serie, sembra un miracolo.

Il documentario di Amy Berg esplora proprio questo, l’itinerario artistico di un ragazzo che a trent’anni stava già lavorando al suo secondo album, My Sweetheart, The Drunk, prima che il destino decidesse di portarselo via in una sera di maggio del 1997.

Info utili e prevendite

Le prevendite per “IT’S NEVER OVER: JEFF BUCKLEY” apriranno il 4 febbraio. Il film è distribuito in Italia da Nexo Studios. Vi consiglio di monitorare il sito nexostudios.it per trovare la sala più vicina a voi.

Non andateci da soli. Portate qualcuno a cui volete bene e che sappia cosa significa lasciarsi spettinare l’anima da una nota alta tenuta all’infinito. Perché, come dice il titolo, per Jeff Buckley non è mai finita.