Home Curiosità Ipersessualità: la causa è l’ormone delle coccole

Ipersessualità: la causa è l’ormone delle coccole

0
Ipersessualità: la causa è l’ormone delle coccole
Ipersessualità: la causa è l’ormone delle coccole

L’ipersessualità è un vero e proprio disturbo del comportamento sessuale compulsivo, una difficoltà a controllare gli impulsi secondo la definizione data dall’OMS.

L’ipersessualità si può manifestare con pensieri ossessivi sul sesso, si può caratterizzare dalla compulsione nel compiere gli atti sessuali, perdita di controllo e/o abitudini che possono comportare potenziali rischi.

Il ruolo dell’ormone delle coccole

L’ossitocina è comunemente conosciuta come “ormone delle coccole” perché è capace di stimolare il desiderio sessuale. L’ossitocina appunto è stata oggetto di uno studio svedese dell’Umea University, la ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Epigenetics.

Precedenti studi sull’ormone delle coccole, l’ossitocina appunto, hanno già dimostrato come questa sia associata altresì alle dinamiche del legame di coppia, alla riproduzione sessuale e al comportamento aggressivo sia negli uomini che nelle donne.

Immagine esplicativa che raffigura la correlazione tra intersessualità, ossitocina e comportamenti aggressivi
(Foto-Pixabay)

Secondo la ricerca l’ormone dell’ossitocina ha un ruolo nell’ipersessualità

Le stime sono variabili, ma gli studi ci indicano che il 3-6% della popolazione è affetta da disturbo ipersessuale.

Il dibattito circa la diagnosi è acceso nella comunità scientifica perché tale disturbo spesso è accompagnato da altri problemi di salute mentale e ciò suggerisce che il disturbo ipersessuale possa essere una estensione o una manifestazione del fatto che ci troviamo dinnanzi ad un disturbo mentale esistente.

Si sa attualmente poco della neurobiologia che sta alla base del disturbo.

La parola all’esperto 

Uno dei massimi esperti italiani di andrologia ed urologia il Dottor Andrea Militello afferma:

“Si sta iniziando a studiare i meccanismi regolatori epigenetici alla base del disturbo ipersessuale in modo da poter determinare se ha qualche segno distintivo che lo distingue da altri problemi di salute”.

Lo studio è avvenuto attraverso la misurazione dei modelli di metilazione del DNA nel sangue di 60 pazienti affetti da disturbo ipersessuale che sono stati poi confrontati con 33 campioni provenienti da volontari sani.

Sono state studiate 8852 regioni di metilazione del DNA per identificare le eventuali variazioni tra i campioni. Dal confronto è emerso che nei pazienti con disturbo ipersessuale due regioni del DNA erano alterate.

Questa alterazione colpisce i geni che regolano l’ossitocina. Il confronto è stato fatto inoltre su 107 individui tra i quali 24 erano alcol dipendenti.

Il confronto è stato eseguito proprio per esplorare l’associazione con un altro comportamento che crea dipendenza.

Militello afferma:

“Il confronto con soggetti alcol-dipendenti ha rivelato poi che la stessa regione del DNA era significativamente sotto-metilata, suggerendo che potrebbe essere principalmente associata alle componenti che creano dipendenza dal disturbo ipersessuale, come la dipendenza dal sesso, il desiderio sessuale disregolato, la compulsività e l’impulsività”.

Alla luce dei risultati raccolti gli studiosi svedesi stanno vagliando l’opportunità di trattare il disturbo elaborando un modo per sopprimere l’attività dell’ossitocina, in modo da alleviare l’ipersessualità. Alla cura farmacologica potrà essere abbinata una accurata terapia psicologica.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui