Dopo una brillante carriera da calciatore professionista, il campione turco Hakan Sukur ha perso tutto e ha cambiato vita trasferendosi negli USA in seguito ai problemi con il governo del presidente Erdogan.

Sukur è ancora ricordato con affetto dai tifosi turchi e non solo, dopo aver segnato gol decisivi per i successi della nazionale e aver traghettato il team al terzo posto ai Mondiali di Giappone e Corea del 2002.

L’oggi quarantottenne ha un curriculum sportivo di tutto rispetto, ha segnato oltre 300 gol con i club in cui ha militato: Galatasaray, Inter, Parma, Torino e Blackburn Rovers. Fascia da capitano con la nazionale turca con la quale ha messo a segno 51 reti in 112 presenze.

Hakan Sukur detiene anche il record del gol più veloce in una partita di Coppa del Mondo, è proprio ai mondiali del 2002 in Corea del Sud che fece ammutolire il pubblico padrone di casa dopo soli 10 secondi.

Hakan Sukur ha recentemente rivelato come si guadagna da vivere

Ha recentemente rivelato come si guadagna da vivere e mantiene la sua famiglia in seguito al drastico cambiamento che lo ha visto lasciare il suo Paese natio a causa di una repressione politica.

Dopo aver appeso le scarpe al chiodo l’ex attaccante è entrato in politica, nel partito AKP, lo schieramento di Erdogan; venne eletto addirittura parlamentare nel 2011 ma lasciò il partito due anni dopo a causa di divergenze.

Sukur a quanto pare è entrato in rotta di collisione con il presidente turco ed oggi non ha più nulla in patria.

Hakan Sukur (Source Wiki Vulkahn)

L’incubo ha inizio nel 2016

Come riportato da La Repubblica, Hakan Sukur è stato accusato di essere coinvolto nel colpo di stato del 2016, ma l’ex centravanti turco ha negato strenuamente le accuse a lui rivolte. Sostiene infatti di aver sempre rispettato la legge, e di non essere né un traditore né un terrorista.

In una recente intervista con il giornale tedesco Welt am Sonntag, il 48enne ha spiegato quanto sia stata difficile la sua vita da quando è stato accusato di aver partecipato al colpo di Stato (poi fallito) e di essere collegato a Fetullah Gulen, ex alleato e successivamente nemico di Erdogan.

“Nessuno sembra in grado di spiegare quale fosse il mio ruolo in questo colpo di stato.

“Potrei essere un nemico del governo, ma non dello Stato o della nazione, io amo il mio Paese”.

“Quando sono iniziate le ostilità, tutto è cambiato. Ho ricevuto minacce costanti dopo ogni mia dichiarazione. Hanno lanciato bombe nella boutique di mia moglie, i miei figli sono stati molestati per strada. Mio padre è stato incarcerato e tutti i beni sono stati confiscati”

“Non mi è rimasto nulla, Erdogan ha preso tutto: il mio diritto alla libertà, la libertà di espressione e il diritto al lavoro”

L’ex calciatore si è trasferito negli Stati Uniti, inizialmente ha gestito un caffè in California.

Nella speranza di poter tornare un giorno in una Turchia democratica, lavora per Uber e vende libri a Washington.