Quando sentiamo la parola Corn Flakes ci vengono subito in mente i buonissimi fiocchi di mais per la colazione. Originali o imitazioni talvolta tendiamo a metterli tutti sotto la medesima etichetta di Kellogg’s e non siamo soliti fare troppa dietrologia quando li mangiamo.
Se digitiamo Corn Flakes su Google, il primo risultato ancor prima di Corn Flakes è proprio quello della multinazionale americana.
I Corn Flakes furono parte di una crociata contro la masturbazione
Tra il XVIII e XIX secolo la masturbazione era un argomento tabù e non era una pratica socialmente accettata in gran parte del mondo. Sia nella tradizione giudaico-cristiana che vittoriana, questa era considerata come una pratica assolutamente deprecabile e che portava con sé disturbi di varia natura.
Anche negli States diverse comunità religiose esprimevano la totale repulsione per la masturbazione.
Manuali come Il trattato sulle malattie prodotte dall’onanismo di Samuel Tissot del 1760, gettarono le basi per la patologizzazione del cosiddetto vizietto solitario.
Un vizietto che non venne più considerato tale, ma alla stregua di una vera e propria malattia fisica e mentale che avrebbe richiesto delle costanti cure mediche.
Negli Stati Uniti uno dei più acerrimi nemici della masturbazione fu appunto il padre dei Corn Flakes, ossia John Harvey Kellogg un medico e devoto avventista del settimo giorno.
Gestiva il suo studio medico di Battle Creek nello stato del Michigan e nel frattempo promuoveva le credenze avventiste attraverso una rivista che dirigeva personalmente, chiamata Good Health.
Dieta vegetariana e astensione
Questa rivista promuoveva la salute secondo i dettami della chiesa avventista e caldeggiava una dieta vegetariana, con l’astensione dall’assunzione di: bevande alcoliche, zucchero raffinato, carne, uova e cioccolato, nonché da tabacco e caffeina.
La dieta prevedeva molta attività fisica all’aria aperta, una corretta postura e almeno otto bicchieri di acqua al giorno. Fin qui nulla di strano, direte voi…
Plasmato dalle idee avventiste il dottore credeva che l’attività sessuale e la masturbazione fossero dannose per il benessere psicofisico e spirituale dell’individuo. Oggi fortunatamente vengono promosse addirittura le diete che favoriscono migliori prestazioni sessuali.
Egli stesso sosteneva di essersi sempre astenuto dalle pratiche onanistiche e addirittura di non aver mai fatto sesso anche dopo il matrimonio, fermamente convinto che fare l’amore portasse malattie.
Kellogg e la moglie Ella Eaton dormivano sempre in camere separate, non ebbero figli ma adottarono 8 bambini e ne presero altri 34 in affidamento.
Nel 1877 Kellogg scrisse un libro intitolato Plain Facts for Old and Young: Embracing the Natural History and Hygiene of Organic Life nel quale catalogava i sintomi che possono aggredire un masturbatore cronico:
- Acne
- Timidezza
- Cattiva postura
- Infermità generale
- Problemi nello sviluppo
- Volubilità
- Sbalzi d’umore
- Epilessia
- Palpitazioni
- Rigidità delle articolazioni
- Predilezione per i cibi piccanti
Ma il dottor Kellogg aveva la soluzione per fermare le pulsioni. Una dieta sana era considerata la panacea per guarire tutti i masturbatori seriali.
Secondo il dottore, alcuni cibi speziati e la carne erano la causa dell’aumento del desiderio sessuale, mentre cibi più naturali come i cereali e le noci avevano il potere di smorzare questo desiderio. Un’idea che si basava su un concetto proposto alla metà del XIX secolo da un ministro presbiteriano di nome Sylvester Graham.
Nel 1877 nacque il Muesli
Nel corso della sua esperienza come sovraintendente al Battle Creek Sanitarium, Kellogg ebbe due intuizioni per favorire una alimentazione sana. Una buona e l’altra no. La prima si trasformò in un alimento base per la colazione non solo negli Stati Uniti, mentre l’altra non prese piede.
Scopriamo il perché…
Il trattamento salutare proposto dal dottore prevedeva un preparato di farina d’avena e farina di mais cotta come biscotti che poi veniva macinata a pezzettini. Questo preparato nel 1877 prese il nome di Granola.
Evento che fece storcere il naso ad un altro riformatore, James Caleb Jackson che aveva già creato e venduto un prodotto molto simile, con il nome di Granula nel 1860. Minacciato di querela, Kellogg lasciò inalterato il prodotto ma gli cambiò il nome in Muesli.
L’innovazione che non prese piede
A vederla con gli occhi di oggi mette i brividi. Non si mette in discussione la bontà del prodotto quanto la sua modalità di somministrazione.
Per ripulire le viscere dalle impurità, il dottore optò per una macchinetta per clistere che faceva scorrere l’acqua attraverso l’intestino seguita da un barattolo di yogurt, la prima metà veniva erogata per via orale, l’altra metà per via anale!
Quasi superfluo dire che questa sua invenzione non prese mai piede, cosi come altre cure che oggi costerebbero denunce a pioggia. Come non citare la cura prevista per le ragazze che erano solite masturbarsi, ossia applicare dell’acido fenico sul clitoride per bruciarlo.
Nascono i Corn Flakes
Non tutte le ciambelle vengono col buco! Il dottor Kellogg sviluppò altri prodotti per la colazione, come l’alternativa al caffè, fatta da una miscela di crusca arrosto e melassa. Anche questa molto simile ad una già prodotta da Jackson anni prima. Allo stesso John Harvey dobbiamo il primo burro d’arachidi.
Insieme al fratello Will diede vita ai fiocchi di mais. Sani, facili da mangiare e altamente digeribili.
Will lavorava come contabile del sanatorio aiutò il fratello John a mettere il nuovo prodotto sul mercato e a distribuirlo su larga scala. Era certamente più interessato al ritorno economico che alla purezza del prodotto, ma questa sua predilezione per il business lo portò ad un inevitabile scontro con il fratello.
Egli temeva che il prodotto originale non avrebbe garantito il volume d’affari desiderato e dunque pensò di aggiungere lo zucchero, per rendere i cereali più appetibili, ma John andò su tutte le furie.
Will iniziò a vendere i suoi più gustosi cereali attraverso la propria attività denominata Kellogg Company, cosa che fece litigare i fratelli per anni e anni portandoli entrambi nelle aule dei tribunali.
Ad ogni modo John vendette i diritti a Will guadagnando una fortuna con le azioni dei Corn Flakes. Nonostante ciò, John iniziò a produrre i suoi cereali chiamandoli Kellogg’s.
A Will che aveva investito un sacco di soldi in pubblicità, non andava che un altro prodotto chiamato Kellogg, neanche lontanamente gustoso come il suo usasse quel nome. Questo avrebbe creato confusione nei consumatori e avrebbe danneggiato l’immagine della sua azienda.
Dunque chi era il vero Kellogg?
Will trascinò John in tribunale e John fece causa a Will. Un botta e risposta che durò per quasi un decennio e che arrivò persino alla Corte Suprema del Michigan.
In altre parole chi aveva il diritto di usare quel nome sulle scatole di cereali?
Tutti quelli che sentono il nome Kellogg’s oggi pensano ai Corn Flakes e Kellogg’s è diventato a pieno titolo sinonimo di Corn Flakes. Anche i giudici furono d’accordo con Will che vinse la causa.
Il dottor John Harvey fu condannato a pagare tutte le spese processuali e i danni al fratello. Gli venne concesso di scrivere il proprio nome in minuscolo sul fondo della confezione per ogni cereale che creava.
Questa curiosità è stata ispirata da un articolo apparso su Mentalfloss e ripreso da numerose testate internazionali come: Daily Mail, Marie Claire e Huffington Post.








