Pochi prodotti sono iconici quanto il Ketchup Heinz. Il ketchup nasce come salsa proprio grazie ad una intuizione di Henry John Heinz figlio di un immigrato tedesco che iniziò a vendere questa salsa nel 1876.
Siamo sempre molto affascinati dalle storie che riguardano cibi iconici. Come ci suggerisce un interessante articolo su National Geographic, Ketchup deriva dalla parola cinese hokkien, kê-tsiap, il nome di una salsa che non era certo fatta con i pomodori ma con il pesce fermentato. Quando gli inglesi ebbero a che fare con questa salsa scura, cercarono di riprodurla a casa propria.
Si dice che Heinz abbia inventato il ketchup rivisitando una ricetta cinese, quella della Cat Sup una salsa a base di pomodori e amidi.
Ma prima di mettere il prodotto sul mercato Heinz aveva fatto diversi esperimenti. Una delle prime miscele era composta da chiodi di garofano, pepe di cayenna, cannella, macis e pimento. Provò anche con zenzero, pepe, semi di senape, sale di sedano, rafano e zucchero di canna.
A 25 anni il primo successo
A 25 anni aveva già uno spiccato fiuto per gli affari, così iniziò a vendere il rafano grattugiato di sua madre, una radice da sapore molto particolare e persistente. Lo confezionò in barattoli di vetro affinché si notasse la purezza del prodotto. Heinz vendette tantissimi barattoli di rafano.
Nonostante nel mondo esistessero vari esperimenti messi in atto per produrre diverse salse, il ketchup così come lo conosciamo oggi, secondo alcuni nasce proprio a Pittsburgh in Pennsylvania, città che oggi ospita la sede della H.J. Heinz Company, oggi gruppo Kraft Heinz.
Tuttavia la prima ricetta del Ketchup di pomodoro viene accreditata a James Mease e risale al 1812. Il suo ketchup era preparato con polpa di pomodoro spezie e brandy, ma non conteneva né aceto, né zucchero.
Il problema della conservazione del pomodoro
Prima della sua commercializzazione industriale, il ketchup era venduto per lo più da piccoli agricoltori. Nonostante potesse essere conservato per circa un anno, non era facile per i produttori mantenere il prodotto integro, visto e considerato che il pomodoro era coltivabile per un breve periodo dell’anno.
Il ketchup talvolta veniva conservato così male che la salsa era contaminata da batteri, lieviti e muffe, cosa che fece guadagnare al ketchup commerciale la nomea di prodotto sporco, decomposto e putrido da uno dei più grandi autori di libri di cucina del tempo, il francese Pierre Blot nel 1886.
Per ovviare al problema della conservazione vennero inseriti due conservanti, il primo detto benzoato di sodio che ne avrebbe ritardato il deterioramento, il secondo, il catrame di carbone che serviva per dare al ketchup il colore rosso che tutti conosciamo. Ma le prime indagini sul ketchup fecero emergere livelli preoccupanti di questi additivi e il diffuso timore di ripercussioni sulla salute dei consumatori.
La crociata contro i benzoati
Così alla fine dei XIX secolo ebbe luogo una vera e propria crociata contro i benzoati, in prima linea c’era Harvey Washington Wiley, un medico che sosteneva che gli ingredienti dovevano essere usati e maneggiati con cura, solo in questo modo non ci sarebbe stato bisogno di additivi.
E proprio Wiley collaboro con Heinz, anch’egli convinto che i consumatori volessero un prodotto più naturale possibile e senza conservanti dannosi per la salute.
Per accontentare gli americani Heinz decise di usare pomodori più maturi anziché gli scarti usati da altri produttori. I pomodori maturi contengono maggiori quantità di pectina che è un conservante naturale. Inoltre decise di incrementare la quantità di aceto per ridurre il rischio di deterioramento del prodotto.
Fu questo il segreto che rese famoso il Ketchup Heinz, ovvero una produzione più sana e senza conservanti cosa che gli permise di dominare il mercato del ketchup. Nel 1907 Heinz produsse 12 milioni di bottiglie di ketchup e venne dato il via all’esportazione internazionale.
Il numero 57 sulle bottiglie
Hai mai notato che i prodotti hanno il numero 57 sulla confezione?
C’è una ragione che lo spiega. Heinz era una sorta di genio del marketing, fu lui a pensare allo slogan 57 varietà che si legge ancora oggi sui prodotti Heinz.
All’epoca i prodotti erano più di 60, ma il 57 era una sorta di numero porta fortuna, bello da scrivere e da pronunciare. Per il guru del ketchup suonava veramente bene!
Così l’azienda inizio a metterlo sui cartelloni pubblicitari sparsi nelle città. Pare che il 57 fosse stato messo in un punto strategico della bottiglia di ketchup. Pare infatti che ruotando la bottiglia e dando dei colpetti sul numero 57 nel collo della bottiglia la salsa esca più facilmente.
Il viaggio in Germania
Nel 1886 il padre del ketchup visita la Germania e torna realmente ispirato.
Aveva notato che i lavoratori tedeschi erano meglio retribuiti e trattati meglio rispetto a quelli di Pittsburgh. Quindi una volta tornato in America decise di distribuire benefit e servizi sociali ai lavoratori. Questa mossa ebbe un effetto positivo sulla produttività e sulla qualità del prodotto finito.
Oggi il Ketchup Heinz è quello più venduto al mondo ma non viene più prodotto a Pittsburgh ma in altri due stabilimenti che si trovano in Ohio e Iowa. L’originario stabilimento oggi si dedica alla produzione di alimenti per l’infanzia e zuppe istantanee.
La ricetta del ketchup Heinz è rimasta praticamente invariata negli ultimi cent’anni. Oggi Heinz produce anche il ketchup verde che ha lo stesso sapore di quello rosso, nonché gli stessi ingredienti Questo gli ha permesso di conquistare oltre il 70% del mercato del ketchup.
Nel 2019 è stata lanciata l’edizione limitata del nuovo Edchup dedicato a Ed Sheeran grande fan della celebre salsa di pomodoro.








