Home Musica Come cambierebbe il Festival se le canzoni fossero votate da un’AI?

Come cambierebbe il Festival se le canzoni fossero votate da un’AI?

0
AI-sanremo-esperimento
Foto lespresso.it

Allacciate le cinture, perché qui entriamo in pieno territorio Black Mirror (versione riviera ligure). Se sostituissimo la Sala Stampa del Casinò con un supercomputer alimentato a silicio e dati, il regolamento di Sanremo dovrebbe essere riscritto da un team di ingegneri della NASA insieme alla buonanima di Beppe Vessicchio.

Ecco cosa succederebbe se a decidere il vincitore fosse un algoritmo invece dei giornalisti con il taccuino e gli spettatori con il televoto.

Immaginate la scena, niente più discussioni accese al bar, niente critici che si accapigliano per una metafora mal riuscita. Solo un LED blu che pulsa sul bancone dell’Ariston. Un’intelligenza artificiale non voterebbe in base al brivido sulla pelle, ma in base alla predittività del successo. Analizzerebbe in tempo reale i BPM, la ricorrenza delle parole chiave nei testi e la struttura del ritornello.

Il risultato? Vincerebbero solo brani di 2 minuti e 40 secondi, con un “hook” micidiale entro i primi 7 secondi. La musica diventerebbe un prodotto da laboratorio, approvato dal regolamento di Sanremo ma privo di ogni spigolo emotivo.

Addio al premio della critica e ai casi umani

La Sala Stampa spesso premia l’outsider, il pezzo difficile, quello che ti scava dentro dopo dieci ascolti. Un’AI, programmata per massimizzare il gradimento medio, boccerebbe senza pietà i brani sperimentali. Senza il fattore umano, un pezzo come Vita Spericolata di Vasco o La Terra dei Cachi di Elio e le Storie Tese probabilmente finirebbe nel cestino digitale come ‘errore di sistema’. L’AI non capisce l’ironia né il fascino del caos.

ParametroVoto Sala Stampa (Umani)Voto AI (Algoritmo)
InterpretazionePremia il cuore, il sudore, la lacrima.Analizza la precisione millimetrica del pitch.
TestoCerca il significato, la poesia, il messaggio.Calcola la densità lessicale e il “sentiment” positivo/negativo.
Presenza ScenicaValuta il carisma e il “vibe”.Analizza i metadati dei social in tempo reale.

Trasparenza totale vs. lobby discografiche

Qui c’è il lato positivo. Un’AI non riceve telefonate dalle major, non ha amici da favorire e non si fa influenzare dal buffet offerto dagli uffici stampa. Il regolamento di Sanremo diventerebbe una formula matematica: se i parametri X, Y e Z sono rispettati, il voto è 8.2. Fine delle polemiche sui “voti politici”? Forse. Ma che noia sarebbe un Festival senza un pizzico di complottismo da bar?

Se un’AI decidesse il vincitore, avremmo una playlist perfetta per l’ascensore o per il supermercato, ma perderemmo l’essenza stessa di Sanremo, il conflitto. Il bello del Festival è scannarsi sul fatto che una canzone faccia schifo o sia un capolavoro. Se lo decide un computer, il dibattito muore. Insomma Sanremo deve restare umano proprio perché l’arte è l’unica cosa che non dovrebbe mai essere “ottimizzata”.