C’è una nuova generazione di musicisti che non ha paura di sfidare i confini, né geografici né di genere. Francesco Cavestri, classe 2003, è l’emblema di questa metamorfosi. Non è solo un pianista jazz; è un narratore contemporaneo che usa i tasti bianchi e neri per tracciare rotte che uniscono Bologna a New York, passando ora per il cuore pulsante del Medio Oriente. Il 10 gennaio 2026, il suo debutto in piano solo alla Steinway Hall di Dubai non segna solo l’inizio di un tour internazionale, ma la consacrazione definitiva di un artista che la rivista Forbes ha già inserito tra i cento Under 30 più influenti d’Italia.
Da Bologna al mondo: il battesimo alla Steinway Hall
Essere nominati Steinway Artist non è un semplice riconoscimento formale. È l’ingresso in un’élite che comprende leggende come Brad Mehldau o Lang Lang. Per Cavestri, questo titolo arriva dopo anni di studio febbrile tra il Conservatorio di Bologna e il Berklee College di Boston. Il concerto di Dubai, realizzato con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi e di ATER Fondazione, non sarà una semplice esecuzione accademica. Il programma promette un’audacia rara: accanto a brani inediti che anticiperanno l’album in uscita a maggio 2026, troveranno spazio reinterpretazioni di giganti dell’alternative rock e dell’elettronica come Radiohead e Massive Attack, fino a toccare le sonorità della tradizione musicale araba.
Cavestri sa leggere il presente. Non si limita a suonare il jazz; lo interroga, lo sporca con l’hip-hop, lo rende fluido. Come ha sottolineato il Maestro Paolo Fresu, che con lui ha collaborato nell’album IKI – Bellezza Ispiratrice, Francesco possiede una maturità impressionante che gli permette di rendere il jazz una lingua universale, accessibile e vibrante.
Francesco ha una capacità musicale veramente impressionante. Un ragazzo giovane con una grande maturità che riversa nella musica, creando concerti bellissimi e dimostrando un grande interplay con gli altri musicisti […] progetti come quello di Francesco, mediati e respirati da un giovane come lui e che legano il jazz a generi come l’hip hop o la musica elettronica, sono il miglior modo per raccontare che il jazz è una musica per tutti.
Un 2026 sotto il segno della sperimentazione
Dopo il lancio negli Emirati Arabi, il tour si sposterà in Europa. Tra febbraio e marzo 2026, la Germania diventerà il nuovo terreno di conquista con tappe a Stoccarda, Amburgo e Colonia. Saranno performance che alterneranno l’intimità del piano solo alla forza dinamica del trio, confermando la versatilità di un artista che ha già collezionato sold out in templi della musica come il Blue Note di Milano e l’Alexanderplatz di Roma.
Il percorso discografico di Cavestri è una crescita costante sotto gli occhi del pubblico. Se Early17 era il grido d’esordio di un diciassettenne prodigio, il nuovo progetto in arrivo a maggio si preannuncia come il punto di sintesi tra la ricerca tecnica e la sensibilità pop-culturale. La sua recente collaborazione con Willie Peyote nel singolo Entropia ne è la prova: il jazz non è più un genere per pochi eletti chiusi in una stanza fumosa, ma un’esperienza collettiva che dialoga con la strada e con il futuro.
Come partecipare all’evento di Dubai
Per chi si trovasse nella metropoli mediorientale, il concerto presso la Steinway Hall rappresenta un’occasione unica per vedere da vicino l’evoluzione del jazz italiano. L’ingresso è libero, ma la prenotazione è obbligatoria data l’esclusività della location. È possibile riservare un posto tramite l’app House of Piano, via email a houseofpianos@admiralworld.com o contattando il numero +971556925873.
Il viaggio di Francesco Cavestri è appena iniziato, ma la direzione è chiara, oltre i generi, oltre le etichette, dritto verso l’essenza stessa della musica.








