Oggi 18 dicembre il mondo del rock celebra il compleanno di un immortale del rock, Keith Richards. Il chitarrista dei Rolling Stones, nato a Dartford nel 1943, spegne oggi 82 candeline, smentendo decenni di previsioni funeste sulla sua salute e confermandosi l’ultimo vero pirata del Rock ‘n’ Roll.
Il rocker che ha sconfitto la statistica: le avventure al limite
Se il rock avesse un volto per la resilienza, sarebbe quello solcato dalle rughe di Keith Richards. La sua vita è costellata di episodi che avrebbero fermato chiunque, ma non lui.
Il miracolo di Sacramento: folgorato sul palco
Nel 1965, durante un tour negli USA, Richards rischiò la vita in diretta. La sua chitarra toccò un microfono non messo a terra correttamente, una fiammata blu lo scaraventò a terra privo di sensi. A salvarlo, secondo i medici, furono le suole di gomma dei suoi stivali, che isolarono il corpo scaricando la tensione elettrica.
La caduta dalla palma alle Figi
Nel 2006, all’età di 62 anni, Keith decise di arrampicarsi su una palma durante una vacanza alle isole Figi. La caduta fu rovinosa e richiese un’operazione d’urgenza al cervello per rimuovere un coagulo di sangue. Pochi mesi dopo, era di nuovo sul palco a suonare Jumpin’ Jack Flash.
Le dichiarazioni shock: tra polvere di stelle e ceneri familiari
Oltre alla sua tecnica chitarristica a 5 corde (l’accordatura aperta in Sol), Richards è celebre per la sua onestà brutale. Ecco le sue affermazioni più famose:
- Il caso del padre: in un’intervista diventata virale, Keith dichiarò di aver sniffato le ceneri del padre mescolate a cocaina. “Non gli sarebbe dispiaciuto, a lui non fregava niente”, commentò con il suo tipico black humour.
- La sfida ai medici: Richards ha spesso ironizzato sulla sua longevità: “Per dieci anni sono stato il primo nella lista di chi sarebbe morto l’anno dopo. Sono ancora qui, mentre molti di quei medici che mi davano consigli sono sepolti”.
- La guerra al Rap: senza peli sulla lingua, ha definito il rap moderno come “musica per persone stonate”, sottolineando che per lui il cuore del suono risiede nella melodia e nel ritmo del blues originale.
Al di là degli eccessi, Richards resta l’architetto del suono Stones. Canzoni come Satisfaction, Gimme Shelter e Start Me Up non esisterebbero senza il suo senso del tempo e la sua capacità di creare riff essenziali ma devastanti.
Oggi, Keith vive una vita più tranquilla, ha dichiarato di aver smesso quasi completamente con l’alcol e le sostanze pesanti), ma la sua aura di invincibilità rimane intatta.








