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Hustle Culture: il mito del superuomo che può destabilizzarti

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Sveglia alle 4:45. Doccia ghiacciata per attivare i neuroni TAAAC. Journaling gratificante mentre bevi un intruglio verde che sa di terra e disperazione TAAAC. Poi palestra, lettura di tre saggi di economia prima delle 7:00 TAAAC… e, finalmente, dodici ore di lavoro ininterrotto per costruire il tuo impero; su LinkedIn è pieno di questi personaggi.

Se leggendo questo paragrafo avete provato un moto di nausea, complimenti! Siete ancora sani di mente. Se invece vi siete sentiti in colpa perché stamattina vi siete svegliati alle otto prendendo un semplice caffè, abbiamo un problema. Siete vittime della Hustle Culture, la più grande truffa narrativa del ventunesimo secolo.

Ci hanno convinto che dormire sia da deboli, che il tempo libero sia tempo perso e che ogni secondo della nostra esistenza debba essere monetizzabile o performante. Ma lasciatemelo dire con la schiettezza che merita questa non è ambizione. È masochismo con un buon ufficio stampa.

L’auto-schiavitù nell’epoca dei Mindset Guru

Come siamo passati dallo sfruttamento padronale all’auto-sfruttamento? Un tempo c’era il capo che ti obbligava a restare in fabbrica. Oggi non serve più, il capo ce lo siamo installati nel cervello. Siamo diventati i tiranni di noi stessi, aguzzini che frustano la propria stanchezza al grido di No Pain No Gain.

La Hustle Culture ci ha venduto l’idea che il nostro valore umano sia direttamente proporzionale alla nostra stanchezza. Se non sei esaurito, se non hai le occhiaie, se non sei “sempre operativo”, allora non stai facendo abbastanza. È la glorificazione del burnout spacciata per crescita personale.

Sui social media vediamo questi profeti del grindset che ci dicono di lavorare mentre gli altri dormono. Quello che non vi dicono, però, è che mentre voi lavorate e gli altri dormono, loro stanno vendendo corsi su come diventare ricchi a gente disperata che non ha più una vita sociale.

La pornografia della produttività

Il vero paradosso è che tutta questa corsa spesso non produce nulla di valore. È pura performance. È teatro. Molti adepti della Hustle Culture passano più tempo a postare storie su quanto stanno lavorando duramente che a lavorare davvero.

È un’estetica del sacrificio, la foto della scrivania alle 22:00, la mail mandata nel weekend per far vedere che ci siamo, il rifiuto ostentato delle vacanze. Abbiamo trasformato l’esaurimento nervoso in uno status symbol. Sono incasinatissimo è diventata la risposta standard a come stai?, detta con quel misto di lamento e orgoglio che fa venire voglia di scappare.

Ma la verità, nuda e cruda, è che il cervello umano non è progettato per operare in modalità overdrive perenne. La creatività, quella vera, ha bisogno di vuoto. Ha bisogno di noia. Ha bisogno di quel cazzeggio che permette alle sinapsi di respirare. Senza riposo non c’è genio, c’è solo una catena di montaggio mentale che produce roba mediocre.

Come scendere dalla ruota (senza finire sotto un ponte)

Uscire dalla logica della Hustle Culture non significa smettere di lavorare o non avere ambizioni. Significa smettere di identificare la propria anima con il proprio fatturato o con la propria Job Title.

Ecco tre passi per disintossicarsi da questa follia collettiva:

  1. Ridefinisci il successo: il successo non è morire d’infarto a 40 anni con un bel conto in banca. Successo è avere il tempo di spendere quei soldi e, soprattutto, avere qualcuno con cui farlo. Se il prezzo della tua ambizione è la solitudine, stai pagando troppo.
  2. Impara l’arte del “fare meno”: non “fare peggio”, ma “fare meno”. Scegli le battaglie. Non tutto è urgente, non tutto è prioritario. Il multitasking è una bugia, siamo seriali, non paralleli. Fai una cosa alla volta e poi, per l’amor del cielo, fermati.
  3. Proteggi il tuo riposo come un dobermann: il riposo non è un premio che devi meritarti dopo aver sofferto. È un diritto biologico. Dormire 8 ore non è pigrizia, è manutenzione del sistema. Quando stacchi, stacca davvero. Niente mail sul telefono, niente notifiche. Sii irraggiungibile. È il lusso supremo.
Siamo esseri umani, non app

Il mondo non crollerà se stasera non rispondete a quella mail. Non finirete sul lastrico se vi prendete un sabato per fissare il soffitto o leggere un libro inutile. La Hustle Culture vuole farvi credere che siete macchine da ottimizzare. Ribellatevi.

Siate imperfetti, siate lenti, siate, a volte, magnificamente improduttivi. La vita è quella cosa che succede mentre non state lavorando. Vedete di non perdervela tutta.