Fare il dito Medio viene associato a provocazione e indecenza. Oggi è certamente uno dei gesti maggiormente riconosciuti come offensivi.
Conosciuto dagli studiosi come digitus impudicus — letteralmente “dito indecente” — questo gesto veniva già considerato osceno nell’antica Roma, come attestato dagli scritti del poeta romano Marziale (40-104 d.C.), autore di numerosi epigrammi satirici. In queste opere, Marziale dipinge con ironia e disprezzo i vizi del suo tempo, e in alcuni passaggi lo descrive come segno di disprezzo e oltraggio.
“Fare” il dito medio e iconografia sessuale
Secondo gli storici, il significato osceno di questo gesto, trova la sua origine nell’iconografia sessuale: il dito, alzato e proteso, rappresentava simbolicamente un fallo, in opposizione alle altre dita chiuse, quasi come a voler richiamare il gesto di penetrazione.
Nel mondo greco, infatti, questa simbologia era ancora più esplicita, poiché il dito medio veniva associato al katapugon o sodomita, una figura che alludeva esplicitamente a rapporti omosessuali passivi. Anche se il gesto poteva avere accezioni diverse a seconda del contesto culturale. Ad ogni modo la connotazione volgare rimase costante nel tempo, tramandandosi dalla cultura greca a quella romana.
Il gesto del ha radici antiche, risalenti al mondo greco. Nel 419 a.C., il commediografo Aristofane lo rappresenta in una scena della sua opera Le nuvole, in cui un personaggio, Strepsiade, esegue questo gesto.
Alcuni studiosi ipotizzano che fare il dito medio nell’antica Grecia significasse alludere a rapporti omosessuali. Secondo l’antropologo Morris, che circa quarant’anni fa pubblicò il libro L’uomo e i suoi gesti edito da Mondadori, le origini di questo gesto risalgono addirittura a epoche pre-umane, dato che anche alcune specie di scimmie sembrano conoscerlo.
L’antropologo Desmond Morris ci dice che rappresenta il pene e le dita piegate su entrambi i lati simboleggiano i testicoli. E’ considerato per l’appunto un comportamento primitivo
Nel mondo antico, il digitus impudicus aveva dunque la funzione di un vero e proprio insulto corporeo, uno strumento di sfida e disprezzo che si contrapponeva alle regole di decoro e di pudore dell’epoca.
L’evoluzione del gesto
Oggi, il gesto ha mantenuto il suo significato provocatorio e volgare, e rappresenta una delle forme più immediate di comunicazione non verbale usata per manifestare disgusto, sfida e ribellione.
Tuttavia la modernità ha portato nuovi contesti e interpretazioni, ma il gesto del dito medio non ha perso la sua carica di trasgressione. E’ stato sdoganato dalle rockstar ed è un gesto che spesso usiamo tutt’oggi per esprimere rifiuto o ribellione.
Ma secondo Morris la colpa del suo uso moderno, se così si può definire, è da ricondurre agli immigrati italiani negli USA. Insomma gli italiani non importano solo la pizza ma anche l’abitudine di fare il dito medio, per mostrare il proprio disappunto al prossimo.
Nel 1886 per la prima volta, un giocatore dei Boston Beaneaters (Beaneaters mangiatori di fagioli, infelice etichetta con la quale venivano definiti gli italiani) decise di fare il dito medio rivolgendosi ai suoi avversari, i più blasonati NY Giants.

Come scrisse Marziale, i gesti possono parlare più forte delle parole, e forse è proprio questa universalità — la capacità di comunicare rabbia e offesa senza bisogno di spiegazioni — a mantenere in vita, dopo millenni, l’irriverente tradizione del digitus impudicus.








