L’ipotesi Coronavirus creato in laboratorio era già stata etichettata come bufala, o meglio fraintendimento qualche settimana fa, tuttavia la teoria incidente di laboratorio torna prepotentemente a farsi strada nelle ultime ore tra i dubbi e le paure degli italiani.

Coronavirus creato in laboratorio: difficile distinguere tra realtà e fake news

Si perché tra fake news e notizie verificate ormai fare una distinzione è sempre più complicato, spesso anche i media tradizionali rischiano di cadere nel trappolone, complice una sorta di “gioco” di rapidità nel dare le notizie che non staremo qua a commentare.

Il video del TG3 Leonardo risalente al 2015 e poi diventato virale sosteneva la tesi “Coronavirus creato in laboratorio”, un virus polmonare creato da pipistrelli e topi per motivi di studio.  A quel punto in molti hanno ragionato per analogia associando questo virus al tremendo Covid-19, se poi aggiungiamo il fatto che esponenti politici con una fan base super assortita hanno rilanciato la notizia dai social media, la frittata è fatta!

Una viralità che ha dovuto cedere alle smentite degli studiosi

Il video rilanciato, diventato immediatamente virale, aveva poi dovuto cedere alle smentite degli studiosi, poiché il Coronavirus si è rivelato incompatibile con un prodotto da laboratorio.

Il Professore e star del web Roberto Burioni al quale molti spesso si affidano spesso per avere lumi, aveva smentito questa ipotesi, spiegando al Corriere della Sera  quello che avevano fatto i ricercatori nel 2015 pubblicando il loro studio su Nature.

Anche la comunità scientifica si era espressa in tal senso, il Covid-19  non è un costrutto di laboratorio, poiché se il virus fosse stato prodotto in un laboratorio sarebbe stato facile risalire alla mano dell’uomo per la presenza di altre parti di virus già innestati in provetta, mentre il Covid-19 ha la struttura di un virus che ha subito mutazioni in sequenza e che si evolve.

Gli 007 americani valutano l’ipotesi che il Covid-19 sia nato in un laboratorio di Wuhan

L’ipotesi coronavirus creato in laboratorio torna a farsi strada e stiamo assistendo ad una sorta di spy game degno di narrazione hollywoodiana.

Ad ogni modo l’ipotesi torna prepotentemente in auge sulla CNN che cita le fonti a conoscenza del dossier dell’indagine. Al momento però è difficile arrivare a conclusioni affrettate. Anche Open Online scrive che la notizia circola ormai dal 14 aprile e secondo una rivelazione del Washington Post ci sono due comunicazioni riservate della diplomazia USA a Pechino che già due anni fa avvertivano sulle criticità del laboratorio di virologia nell’Hubei.



L’economia USA potrebbe ripartire presto

Gli USA a breve potrebbero ripartire, il picco epidemico pare superato e proprio oggi il presidente Trump potrebbe dettare le linee guida per rendere meno oppressivo il lockdown dopo le tensioni dei giorni scorsi con i governatori che preparavano piani autonomi per la riapertura delle aziende.

Trump sospende i fondi USA all’OMS

Trump ha ordinato alla sua amministrazione di bloccare il finanziamento all’OMS nell’attesa che venga condotta una revisione per valutare la cattiva gestione e l’insabbiamento di prove della diffusione del Coronavirus.

Trump ritiene fallimentare l’attività dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpevole di non essere riuscita a ottenere, controllare e condividere le informazioni in modo tempestivo e trasparente.



L’Atlantico ritiene fondate le accuse del Presidente Trump che considera l’OMS una Organizzazione cinacentrica che non permette alla comunità scientifica di ottenere informazioni fondamentali sul Coronavirus promuovendo disinformazione, contribuendo all’insabbiamento da parte di Pechino.

L’Atlantico sottolinea che la Cina non ha ancora fornito campioni biologici del virus trovato nei primi pazienti e inoltre è stato chiuso il laboratorio che per primo aveva sequenziato e condiviso il genoma del Covid-19.

Inoltre crescono i sospetti sulla scomparsa di medici e giornalisti tra cui la Dott.ssa Ai Fen che per prima lanciò l’allarme riguardo un virus molto simile alla SARS. Insomma si imputa alla Cina un controllo della narrazione della pandemia sia tra i confini nazionali che nel resto del mondo.

Il dibattito sull’origine del virus è sempre più controverso

Il dibattito sull’origine del virus è sempre più controverso poiché non si comprende dove e come il paziente zero sia stato contagiato.

Foto di succo da Pixabay

Un spy game avvincente, forse, ma non siamo in un film e le persone hanno bisogno di risposte chiare perché la paura per la propria salute e incolumità, per il crollo dell’economia e per il proseguo della limitazione delle libertà individuali ci sta logorando ed è chiaro che a pandemia terminata potremo valutare meglio gli effetti di questa orrenda miscellanea.

Disclaimer: prima di considerare questo articolo una fake news, si prega di controllare le fonti citate.