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Covid-19 nel mondo: dobbiamo imparare a conviverci

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Foto Pixabay

Il Covid-19 nel mondo non pare certo aver subito una battuta d’arresto. Il desiderio e l’urgenza di riavviare il sistema economico prima del previsto ha portato inevitabilmente ad un forte aumento della diffusione del virus e del numero di vittime, questo fa presagire una crisi forse più grande di quella che abbiamo vissuto fino ad ora.

Covid-19 nel mondo: i Paesi che hanno meglio gestito la pandemia

Inaspettatamente il Senegal è stato come ci dice la classifica stilata da Foreign Policy il secondo Paese come risposta alla pandemia dietro solo alla Nuova Zelanda. Mentre secondo un’altra classifica il Safety Ranking COVID-19 che ha comparato i livelli di salute e sicurezza di ciascuno Stato nel corso della pandemia, la nazione più virtuosa è stata Israele, l’Italia non figura neanche tra i 40 Paesi virtuosi.

Il Covid-19 nel mondo è stato gestito in maniera diversa a seconda dei Paesi. In alcuni casi la cattiva gestione ha portato a sottovalutare la diffusione della malattia e a non comprendere a fondo la natura esponenziale della sua trasmissione.

Gli “irresponsabili” seppur comprensibili appelli di molti governi per un ritorno alla normalità, uniti alla disinformazione o all’incapacità diffusa di comprendere l’importanza delle misure preventive, hanno innescato  nuovi focolai.

Trump e la pericolosità di certe affermazioni

Abbiamo visto i casi Billionaire, Croazia, Spagna e USA il cui presidente Trump è stato ricoverato a causa del Covid-19 ma nonostante tutto una volta dimesso dall’ospedale ha minimizzato twittando:

L’influenza stagionale sta tornando! Molte persone ogni anno, a volte anche più di 100mila e nonostante i vaccini, muoiono per influenza. Chiuderemo tutto il paese? No, abbiamo imparato a conviverci, proprio come stiamo facendo con il Covid, che in molte popolazioni è decisamente meno letale dell’influenza stagionale!…

Twitter ha poi etichettato il tweet come fake news perché il post del Presidente americano non rispettava le regole sulla diffusione di informazioni fuorvianti e potenzialmente pericolose relative al Covid-19, ma potrebbe essere di interesse e quindi resta visibile. E già come al solito anche con i post si fanno figli e figliastri, senza però contare che le affermazioni del Presidente di una delle nazioni più potenti del mondo possono avere un peso a livello globale.

Tuttavia i nuovi focolai di Covid-19 nel mondo sono spesso associati a movida notturna, bar e ristoranti affollati e riunioni di famiglia. Sono tutte abitudini che facevano parte della nostra precedente normalità e se vogliamo dirla tutta sono situazioni in cui è molto difficile se non impossibile osservare le precauzioni necessarie per evitare il contagio. Ma il  vero problema è che siamo soliti pensare che la pandemia sia solo di passaggio.

Gli esperti paventano nuovi lockdown

Il virus si è rivelato altamente infettivo e se nei primi mesi estivi sembrava aver subito una battuta d’arresto, qualcuno tra i medici sostenne addirittura che era clinicamente morto, bisogna rassegnarci o meglio comprendere il fatto che il virus è parte del nostro ambiente e rimarrà tra noi per molto tempo.

A poco serve ignorare o snobbare i consigli degli scienziati o accusarli di aver ostacolato il ritorno alla normalità. In questo modo si creano le condizioni per una crisi economica e sociale più grave e prolungata. Che senso ha riavviare come se nulla fosse interi settori economici se dopo due settimane quando il ciclo di infezione sarà completato dovremo tornare tutti in lockdown o semi lockdown?

Covid-19 nel mondo: dovremmo prendere in considerazione le vaccinazioni?

Forse dovremo prendere in considerazione la vaccinazione, nonostante la riluttanza di ampi strati della popolazione. Ma cosa dovremmo fare di fronte ad un virus incompatibile con il nostro attuale modello economico?

Il virus a differenza nostra non cambierà le sue abitudini e qualsiasi vaccino non sarà certo la panacea per tutti i mali, forse l’unica alternativa potrebbe essere cambiare il nostro stile di vita e il nostro modello economico. Forse bisognerebbe riconsiderare la nostra ex normalità come: andare in discoteca, nei bar affollati, nei live club, forse sarebbe meglio non uscire per un po’ di tempo, evitare i luoghi affollati.

Capiamoci sono il primo a sostenere che tutto il settore dell’entertainment è assolutamente indispensabile ed anche io a mio modo ne faccio parte, ma stiamo parlando di scale di valori e non di mero profitto e perdite. La salute è il bene primario e senza questa manca tutto il resto e credetemi non è retorica spicciola!

Test diagnostici economici, immediati e semplici

Che senso avrebbe fare il test se nei quattro giorni necessari per ottenere i risultati, siamo andati a bere qualche birra con gli amici, o al supermarket a fare la spesa, a una festa o a un pranzo di famiglia?

Dobbiamo si ottenere test diagnostici economici, immediati e semplici che possiamo eseguire regolarmente senza trafile burocratiche oppure continueremo a combattere contro i mulini a vento.

Oltre ai test o ai vaccini ci sono cambiamenti che spesso si tende a considerare utopia. Pensare a un nuovo ecosistema implica la riprogettazione di molte nostre attività, città, piazze, ristoranti, viaggi, sanità, filiere di produzione, istruzione, lavoro e comunicazione, sistema penitenziario, insomma un cambiamento gigantesco che la maggioranza della popolazione fatica ad immaginare e forse pure io.

Una nuova normalità?

La mascherina è una misura scomoda, ci siamo illusi che non l’avremo più indossata dal maggio in poi ed invece questa ostinazione ci si è ritorta contro. Tornare indietro sarà impossibile, possiamo e dobbiamo guardare avanti ridisegnando l’economia, ripensando la nostra ossessione per la crescita economica, trovare nuovi modi per proteggere le fasce più vulnerabili della società, utilizzare app come Immuni che ci aiutano a tracciare le aree di contagio senza violare l’altrui privacy. Condividere ricerca e apprendimento e ridisegnare il mondo mettendo al primo posto le persone piuttosto che il profitto.

Benché utopica, questa altro non è che una alternativa, perché il virus probabilmente ci inseguirà per altri anni ancora e alterneremo fasi di espansione a fasi di contenimento. O cambiamo mentalità e ridefiniamo il sistema economico finora conosciuto, oppure daremo al virus la possibilità di moltiplicarsi.

Questo cambiamento non avverrà dall’oggi al domani ed è una questione che va ben oltre le mascherine e l’Amuchina. Prima capiamo cosa sta accadendo prima possiamo chiedere ai nostri leaders politici di progettare e attivare questo cambiamento, prima iniziamo ad affrontarlo e prima potremo renderci conto che anche se stentiamo a crederci il mondo ha subito una scossa, è cambiato davanti ai nostri occhi e quando le cose cambiano se si insiste a vivere come nulla fosse successo allora non andrà tutto bene.