Lo smartphone è sempre più parte integrante della nostra vita quotidiana, tanto da essere oramai considerato un prolungamento di noi stessi.

La mia generazione, gli Xennials quella dei nati tra il 1977 e il 1983, ha vissuto parte della propria vita senza avere tra le mani uno smartphone e adattandosi con facilità all’era digitale.

Screenshot (ericpickersgill Instagram)

Nonostante questo, oggi solo l’idea di vivere senza smartphone sarebbe improponibile per quasi tutti, anche perché, spesso vi sono degli importanti aspetti connessi alla vita sociale e lavorativa che passano attraverso l’utilizzo di un dispositivo mobile.

Probabilmente starai leggendo questo articolo attraverso un dispositivo mobile

Ora prova ad immaginare come appariresti se quel dispositivo scomparisse all’improvviso. Ti sentiresti sciocco? Alienato? Un po’ picchiatello?

La verità è che ormai veniamo sistematicamente risucchiati dagli schermi dei nostri smartphones anche quando siamo in compagnia delle persone che amiamo: partners, amici e parenti.

In altre parole non perdiamo occasione per estraniarci dal mondo reale.

Removed la raccolta di foto di Eric Pickersgill

Un talentuoso fotografo americano Eric Pickersgill ha creato una interessante raccolta di foto intitolata Removed (rimosso) visionabile sul suo sito ufficiale.

I suoi scatti ci ricordano in maniera piuttosto esplicita quanto sia cambiata la nostra vita da quando lo smartphone ha fatto irruzione nelle nostre esistenze.

Screenshot (ericpickersgill Instagram)

Eric Pickersgill ha rimosso i devices da ogni sua foto

In ogni foto di Removed i devices sono stati rimossi, ma non attraverso Photoshop o altri programmi di ritocco fotografico, sono proprio stati rimossi prima che la foto venisse scattata, in modo che le persone fissassero le loro mani o lo spazio vuoto tra di esse.

Proprio come accade quando abbiamo il nostro “fedele” smartphone tra le mani e mettiamo da parte (forse inconsciamente) quella splendida opportunità di comunicazione e interconnessione sociale che la quotidianità ci offre.

Il face to face mille volte più denso di emotività, sensazioni e profumi, rispetto alla semplice socializzazione virtuale.

Un risultato inquietante

Il risultato è agrodolce, incute un po’ di tristezza ed inquietudine.

La mia percezione è che lo smartphone, pur essendo ormai lo strumento di connessione sociale per eccellenza, in realtà ci rende più soli di quanto già non siamo, è come se dividesse le persone piuttosto che unirle.



Anche l’autore delle foto si chiede che tipo di connessione sia quella che ci rende atomi isolati seppure circondati da esseri umani.

Quando guardiamo queste foto ci rendiamo conto, di ciò che stiamo trascurando, degli aspetti più intimi e tangibili e probabilmente non ammetteremo mai che tutto ciò stia accadendo proprio a noi.

Screenshot (ericpickersgill Instagram)

Tutti pensiamo di avere un rapporto equilibrato con la tecnologia, ma la realtà è che oggi è praticamente inevitabile non venirne totalmente fagocitati.

È la narrazione di ciò che rimane, mani vuote ed espressioni spente…

Pensa a come sarebbe mettere da parte lo smartphone e tornare negli anni 90.

Dalle lettere scritte con la Bic e consegnate a mano, dai sorrisi spontanei che hanno lasciato spazio alle più fredde ma colorate emoticons, dalle chiamate a casa della ragazza che ti piaceva con la speranza che non rispondesse il suo papà.