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Il primo ospedale veterinario gratuito d’Italia

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Image by David Mark from Pixabay

Aprirà a Roma il primo ospedale veterinario gratuito in Italia. Una notizia verso la quale tutti gli amanti degli animali stanno rivolgendo la propria attenzione. Per ora si parla di un progetto che come scrive FanPage deve essere ancora approvato dalla Giunta della Capitale e che vedrà la luce nel 2024.

Si tratta di un progetto che prevede l’istituzione di un ospedale veterinario gratuito presso il quale sarà possibile rivolgersi h24. Sarà una struttura unica in Italia che sorgerà presso l’attuale canile municipale comunale di Muratella per il quale saranno predisposti interventi di riqualificazione e ampliamento della preesistente struttura.

Ospedale veterinario gratuito: nel 2024 il taglio del nastro

Presso il primo ospedale veterinario gratuito gli animali verranno curati gratuitamente e secondo quanto afferma Fan Page entro la metà del 2023 sarà pronto il progetto esecutivo, mentre nel 2024 sarà finalmente operativa l’intera struttura. Nessun altra città italiana oggi può vantare un simile progetto, un progetto al passo con i tempi e che può dare respiro alle famiglie che decidono di prendere con sé un animale da compagnia, nonostante le cure abbiano talvolta un costo veramente importante da sostenere.

Il sindaco di Roma Gualtieri è entusiasta per questa iniziativa frutto di un impegno condiviso tra rete di associazioni di volontariato e comune di Roma.

Per ora tanti se

Sarà presente un pronto soccorso attivo h24 con strumentazione e laboratori di ultima generazione. Non si sa ancora in che modo verranno erogati i servizi, il numero di veterinari preposti, quali le tipologie di animali che verranno accolti e se il servizio sarà disponibile solo per i cittadini romani o anche per gli altri.

In questo momento ci sono tanti se, ma questo intervento per ora è l’unico in Italia e rappresenta un passo molto importante per quanto riguarda la salute e la salvaguardia degli animali da compagnia e ci auguriamo che tante altre città italiane possano seguire l’esempio romano.