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I Paesi più pericolosi per i giornalisti

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Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Secondo l’indagine condotta da RSF (Reporters sans frontierès) riguardo i Paesi più pericolosi per i giornalisti, nel corso del 2022 sono stati uccisi 57 professionisti proprio a causa del loro lavoro. Al 14 dicembre 2022, altri 532 risultano detenuti e 8 sono stati uccisi in Ucraina. L’infografica reperita dal sito Statista.com ci mostra dettagliatamente i luoghi in cui vengono uccisi la maggior parte di giornalisti.

Questa tuttavia non comprende altri 16 Stati in cui si conta un giornalista ucciso per ognuno.

Infographic: The Deadliest Countries for Journalists in 2022 | Statista Infografica reperita da Statista

Il Paese in cui muoiono più giornalisti

Il triste primato dei Paesi più pericolosi per i giornalisti appartiene al Messico. Non un Paese in guerra, ma certamente permeato dal narcotraffico e dal malaffare. Le morti dei giornalisti che hanno un collegamento diretto con la loro professione, sono oltre il 20% del totale mondiale.

Secondo il rapporto di RSF, in terra messicana sono stati uccisi 11 giornalisti da gennaio al 1° dicembre 2022.

Ciò evidenzia, secondo l’organizzazione non governativa, che le pressioni della società civile, delle organizzazioni internazionali e i meccanismi di protezione delle autorità locali sono risultate insufficienti ad arginare questo exploit di violenza.

Secondo RSF in Messico sono stati uccisi almeno 80 giornalisti negli ultimi dieci anni, di cui 46 negli ultimi 5 anni.

Nel rapporto si cita anche il caso della giornalista Lourdes Maldonado Lòpez che nonostante godesse della protezione dello Stato, è stata assassinata a colpi di arma da fuoco davanti alla propria casa nel gennaio del 2022.

Il 2022 in Messico è l’anno più tragico per i giornalisti

Il 2022 è l’anno in cui ci sono state più uccisioni di giornalisti in Messico. Oltre ai dati di RSF l’organizzazione per la libertà di parola Article 19 riferisce di aver documentato altre 18 uccisioni e 331 attacchi contro giornalisti messicani nei primi otto mesi dell’anno.

Ucraina: il secondo Paese più pericoloso per i giornalisti

Tra i Paesi più pericolosi per i giornalisti figura anche l’Ucraina, in guerra da quasi un anno. Il Paese infatti è il secondo più pericoloso al mondo per i professionisti dell’informazione. Dal giorno della invasione russa il 24 febbraio si contano 8 morti. La Russia detiene attualmente 18 giornalisti in stato di arresto.

Secondo il rapporto, al livello globale, rispetto al 2021 c’è stato un aumento del 18,8% di uccisioni, con 57 giornalisti rimasti uccisi in tutto il mondo.

Ma la percentuale è certamente determinata dalla guerra in Ucraina. Ciononostante la metà degli omicidi sono avvenuti in Sud America.

Paesi come: El Salvador, Venezuela, Brasile, Nicaragua, Haiti sono difficili da indagare riguardo questi aspetti a causa di piaghe sociali come la corruzione, la violenza e la massiccia presenza di bande organizzate.

Nel 2022 sono stati arrestati 533 giornalisti, 65 sono stati presi in ostaggio e 49 considerati come dispersi.

Dieci anni prima la guerra in Siria

Sebbene il 2012 e il 2013 siano stati gli anni più letali per gli inviati a causa del conflitto in Siria, è da segnalare che per oltre 20 anni la Russia è stato il Paese più pericoloso sul fronte europeo, si ricordi l’uccisone mirata di giornalisti come Ann Politkovskaya celebre per le sue posizioni critiche contro il Cremlino.

Il rapporto ha incluso anche l’uccisione di tre giornalisti in Brasile che cercavano di documentare una imponente attività di disboscamento illegale in Amazzonia. Tra i giornalisti più celebri assassinati, il britannico Dom Phillips inviato per Guardian e Washington Post.