Home Attualità Fluoro nella birra Ichnusa? Il caso riaperto da Report

Fluoro nella birra Ichnusa? Il caso riaperto da Report

0
ichnusa-fluoro-report
Foto di Manfred Richter da Pixabay

Nell’estate del 2022 la celebre birra sarda Ichnusa, prodotta nello stabilimento di Assemini (controllato da Heineken), finì al centro di un acceso dibattito ambientale e sanitario. Tutta “colpa” dell’indagine portata avanti dal documentario Chemical Bros (2022), realizzato da Massimiliano Mazzotta, già vincitore del premio “Ambiente e Società” al festival CinemAmbiente di Torino.

Ichnusa: analisi e risultati divergenti

Mazzotta e il team del documentario raccolsero sei campioni di Ichnusa acquistati in supermercato e li inviarono a laboratori indipendenti, senza rivelare la marca:

  • Laboratorio A: 4,8 mg/L di fluoruri
  • Laboratorio B: 3,5 mg/L
  • Laboratorio C: ben 27,7 mg/L

Tutti valori ben al di sopra del limite consentito per l’acqua potabile (1,5 mg/L). Per ulteriori verifiche, sono state analizzate due bottiglie delllo stesso lotto: una all’Università di Cagliari (0,45 mg/L, sotto soglia) e una al laboratorio Samer di Bari (16,3 mg/L, oltre 10 volte il limite). In seguito le analisi sono state ripetute nel tempo con risultati ancora più elevati, tra 18,4 e 18,5 mg/L.

Il legame con la Fluorsid e il territorio

Secondo il documentario, lo stabilimento Ichnusa, affianca quello della Fluorsid, accusata di aver contaminato le falde acquifere nei pressi di Macchiareddu-Assemini. L’area di produzione è classificata come Sito di Interesse Nazionale per la bonifica a causa della contaminazione da fluoro, arsenico, metalli pesanti e solfati. 

Il regista utilizza immagini aeree per mostrare la vicinanza tra gli impianti, segnalando come i rifiuti di fluoruri della Fluorsid rischino di infiltrarsi nella falda artesiana usata per la produzione della birra.

La replica di Ichnusa/Heineken: niente allerta

Da parte sua, Ichnusa ha sempre respinto ogni accusa. L’azienda dichiara:

  • Analisi costanti negli ultimi 5 anni su acqua e birra, effettuate tramite laboratori certificati;
  • Valori medi di fluoruri 8-10 volte inferiori ai limiti di legge e 5 volte inferiori alla media italiana;
  • L’acqua viene prelevata da cinque pozzi artesiani privi di contaminazioni note, poi purificata tramite osmosi inversa;
  • Contestazione dell’affidabilità dei test: i metodi standard per l’acqua non sarebbero adeguati alla birra, i cui componenti possono interferire nelle misurazioni.

Report: la situazione al 2025

Il documentario Chemical Bros ha sollevato dubbi reali, ma il quadro resta controverso. La Responsabile della Comunicazione di Heineken Italia, Ilaria Zaminga ha dichiarato ai microfoni di Report che le analisi sulle quali bisogna basarsi sono quelle sull’acqua, non quelle sulla birra che contiene altri ingredienti che potrebbero inficiare il risultato.

Secondo Zaminga le analisi scaturite da controlli risalenti a Febbraio 2025 sono state accertate da ASL come conformi, con valori di floruri 10 volte inferiori ai limiti di legge. Tuttavia la ASL, nonostante ripetute richieste non rilascia i dati ai giornalisti di Report e neppure e Medicina Democratica e questo ovviamente non rassicura i consumatori. Senza parametri ufficiali definiti e con informazioni pubbliche incomplete, è complesso stabilire con precisione quanto il prodotto sia effettivamente sicuro.

In estrema sintesi se l’acqua utilizzata per la produzione ha valori conformi il problema non di dovrebbe porre, il limite riguarda l’acqua, ciò significa che non esistono limiti di legge per il fluoro contenuto nella birra.

Il caso Ichnusa non è solo una questione di laboratorio: rilancia il nodo più ampio dello scontro tra industria chimica e ambiente in Sardegna, come raccontato da Chemical Bros. Il documentario ha dimostrato come il territorio – e la salute – possano essere intrecci nei processi produttivi, lasciando emergere un’inquietante zona grigia tra legittima produzione e responsabilità corporative.

E ora? Il destino del caso dipenderà dai prossimi controlli istituzionali, dalla definizione di metodi analitici adeguati per i fluoruri nelle bevande alcoliche, e dalla risposta trasparente e verificata delle istituzioni.