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Calo della fecondità in Italia: un nuovo record negativo 

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Foto di Cindy Parks da Pixabay

Il 2024 segna un nuovo minimo storico per la fecondità in Italia: con un tasso di 1,18 figli per donna, viene superato il precedente record negativo del 1995 (1,19). Il numero di nascite è drasticamente ridotto: nel 2024 si contano solo 370 mila nuovi nati, con un calo del 2,6% rispetto al 2023, a fronte dei 526 mila del 1995.

Parallelamente, il numero di decessi è diminuito, attestandosi a 651 mila unità (-3,1% rispetto al 2023), un valore più vicino ai livelli pre-pandemia. Tuttavia, il saldo naturale della popolazione rimane fortemente negativo, con una differenza tra nascite e decessi pari a -281mila.

La diminuzione della popolazione in età fertile

La crisi delle nascite in Italia non è legata esclusivamente al calo della fecondità, ma anche alla riduzione della popolazione in età fertile. Le donne tra i 15 e i 49 anni sono passate da 14,3 milioni nel 1995 a 11,4 milioni nel 2025, mentre la popolazione maschile nella stessa fascia d’età è scesa da 14,5 a 11,9 milioni.

Nonostante un tasso di fecondità simile tra il 1995 e il 2024, il numero di nascite è diminuito drasticamente proprio per la riduzione della base di potenziali genitori.

Calo della fecondità in Italia: l’aumento dell’età media al parto

Nel 2024, l’età media delle madri alla nascita del primo figlio ha raggiunto i 32,6 anni, con un incremento di 0,1 rispetto al 2023. Questo fenomeno è diffuso in tutto il Paese, con differenze territoriali: il Centro registra il valore più alto (33 anni), seguito dal Nord (32,7) e dal Mezzogiorno (32,3).

Il rinvio della maternità comporta un restringimento della finestra biologica disponibile per avere figli, contribuendo alla riduzione complessiva della fecondità.

Matrimoni in calo, così come le nascite fuori dal matrimonio

Nel 2024 sono stati celebrati 173 mila matrimoni, con un calo di 11 mila unità rispetto all’anno precedente. Il dato riguarda soprattutto i matrimoni religiosi (-9mila), ma anche quelli civili subiscono una lieve flessione (-2mila). Il tasso di nuzialità è sceso dal 3,1 per mille del 2023 al 2,9 per mille del 2024.

Il Mezzogiorno continua a registrare il tasso di matrimoni più elevato (3,2 per mille), ma è anche l’area che ha subito la maggiore contrazione.

Longevità in crescita: dati regionali

Nonostante il declino della natalità, l’Italia registra un aumento della speranza di vita alla nascita.

  • Nord Italia: gli uomini raggiungono una media di 82,1 anni (+5 mesi rispetto al 2023), mentre le donne arrivano a 86 anni (+4 mesi). Il Trentino-Alto Adige è la regione più longeva con 82,7 anni per gli uomini e 86,7 per le donne.
  • Centro Italia: la speranza di vita è di 81,8 anni per gli uomini e 85,7 per le donne. Le Marche guidano l’area con 82,2 anni per gli uomini e 86,2 per le donne.
  • Mezzogiorno: le aspettative di vita sono più basse (80,3 anni per gli uomini e 84,6 per le donne). Tuttavia, in Abruzzo gli uomini hanno guadagnato otto mesi di vita in più rispetto al 2023, mentre le donne in Sicilia, Basilicata e Calabria hanno registrato un incremento di sei mesi. La Campania resta la regione con i valori più bassi (79,7 anni per gli uomini, 83,8 per le donne).

Il 2024 conferma la tendenza al declino demografico in Italia, con un saldo naturale ancora fortemente negativo. La diminuzione della popolazione in età fertile, il rinvio della maternità e il calo dei matrimoni contribuiscono al calo delle nascite. Tuttavia, i dati sulla speranza di vita mostrano segnali di miglioramento, con un incremento dell’aspettativa di vita in tutto il Paese.

Fonte Tgcom24