Alzi la mano chi non ha mai fatto dei brutti sogni! Lo stress della vita quotidiana spesso ci impedisce di mantenere un ritmo sonno veglia apprezzabile con tutti i benefici che ne conseguono.
Svegliarsi la notte in preda al panico dopo aver sognato di essere stati aggrediti, di cadere nel vuoto o prendere parte a tremendi eventi in posti a noi sconosciuti. Le tipologie di incubi possono essere le più svariate e non c’è davvero nessuno che non abbia mai fatto un brutto sogno in vita sua.
Chiariamo che non per forza c’è una correlazione tra brutti sogni e patologie. Questi sono una fase normale del ciclo del sonno e spesso sono il frutto delle nostre preoccupazioni e dello stress quotidiano, delle emozioni più o meno intense nonché dalla possibile assunzione di farmaci.
Brutti sogni e patologie: il morbo di Parkinson
Dietro gli incubi infatti potrebbero celarsi diversi problemi di salute. Secondo recenti studi brutti sogni e patologie potrebbero essere collegati.
A giugno è stato pubblicato uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Birmingham nel Regno Unito. Dallo studio è emersa una preoccupante correlazione tra frequenza degli incubi e morbo di Parkinson.
I ricercatori hanno preso in esame i dati reperiti negli Stati Uniti degli ultimi 12 anni, analizzando 3818 uomini anziani. Tra questi è stato diagnosticato il morbo di Parkinson su 91 soggetti. Secondo lo studio, incubi frequenti possono essere la manifestazione dei sintomi caratteristici del morbo di Parkinson.
Chi aveva avuto un aumento di incubi nei primi cinque anni dello studio si è rivelato avere più di una probabilità su 3 di sviluppare la malattia.
Il collegamento tra incubi e demenza
Gli stessi ricercatori hanno portato avanti un altro studio follow up pubblicato sempre su eClinical Medicine dove si evidenzia la correlazione tra incubi e demenza. Sono stati presi in esame i dati riguardanti 600 persone di età compresa tra i 35 e i 64 anni e 2600 persone di età pari o superiore ai 79 anni.
Come si legge su BestLife, l’autore dello studio il dottor Abidemi Otaiku sostiene che le persone di mezza età oggetto del campione avevano quattro volte in più la probabilità di sperimentare un declino cognitivo nel decennio successivo, mentre per i partecipanti più anziani era molto alta la probabilità di vedersi diagnosticare la demenza.
Nel suo articolo pubblicato su Science Alert ha sostenuto che:
Avere regolarmente brutti sogni e incubi durante la mezza età e l’età avanzata può essere collegato a un aumento del rischio di sviluppare la demenza in futuro.
Brutti sogni e patologie cardiache
Ci potrebbe essere una correlazione tra brutti sogni e patologie cardiache. In occasione dell’Associated Professional Sleep Societies del 2020 è stato presentato un nuovo studio che evidenzia una correlazione tra incubi e malattie cardiache.
Lo studio è stato condotto su una specifica categoria di persone, 3468 veterani che hanno servito per uno o due mandati dall’11 settembre 2001. Il 31% dichiara incubi frequenti, mentre il 35 % ha dichiarato di aver fatto brutti sogni nel corso dell’ultima settimana.
I dati sono stati suddivisi per fasce di età, sesso, razza, disturbo da stress post traumatico e depressione. I ricercatori hanno scoperto che gli incubi frequenti erano significativamente associati a ipertensione e problemi cardiaci.
Secondo Christi Ulmer dottorato di ricerca e assistente Professore presso il Dipartimento di Psichiatria e Scienze Comportamentali presso il Centro Medico Universitario della Duke University, ha dichiarato alla rivista Medspace Medical News che il disturbo da stress post traumatico implica già un disturbo del sonno.
I ricercatori sono rimasti sopresi quando hanno realizzato che gli incubi erano associati a disturbi cardiovascolari anche dopo aver controllato non solo il disturbo da stress post traumatico e il fattore demografico ma anche la diagnosi di depressione.
La dottoressa Isabella Gordan nell’intervista a BestLife sostiene che:
Gli incubi possono anche essere un segnale di allarme precoce, in alcuni casi della malattia di Parkinson a causa di una diminuzione della produzione di dopamina o di un aumento del disturbo del comportamento del sonno REM.
Per quanto riguarda le malattie cardiache, gli studi hanno rilevato che frequenti incubi possono portare a livelli più elevati di cortisolo, detto anche ormone dello stress, rilasciati durante la notte, che potrebbero causare un aumento della pressione sanguigna, aumentando così il rischio di sviluppare malattie cardiache.
La dottoressa consiglia di rivolgersi al proprio medico qualora gli incubi diventassero ricorrenti, oppure qualora ne venisse ravvisato un forte aumento, per scongiurare una eventuale correlazione tra brutti sogni e patologie più gravi.








