
I benefici della pennichella sono parecchi e ve lo dice uno che ama questo tipo di caricabatterie pomeridiano. Sia chiaro, tempo e lavoro permettendo. I miei genitori me lo dicevano sempre quando ero uno studente: “approfittane ora che poi dopo non potrai più farlo!”
Sapete che vi dico? Avevano ragione perché le poche volte che è possibile farlo ci si sente dei leoni nelle ore immediatamente successive, a patto di non esagerare!
Nonostante sia considerata da molti come una abitudine deprecabile, alcuni tra i più grandi personaggi della storia del ventesimo secolo amavano il riposino del dopo pranzo. Winston Churchill, Albert Einstein e Margareth Thatcher erano tra i più grandi sostenitori di questa pratica. Einstein era quello che dormiva di più, 10 ore la notte e ripetute penniche nel pomeriggio. Lo scienziato più grande di sempre, non propriamente uno scansafatiche!
I benefici della pennichella pomeridiana sono diversi, ma bisogna sapere come farla, anche qui ci vuole una certa dose di equilibrio.
Ecco i benefici della pennichella pomeridiana:
Il pisolino contribuisce alla riduzione dello stress
Migliora la pressione sanguigna. Lo afferma uno studio condotto su 386 pazienti di mezza età presso l’Ospedale Asklepieion Voula di Atene. Tra gli individui oggetto dello studio, chi si concedeva la pennichella nel primo pomeriggio presentava una pressione sanguigna più bassa. Il riposino ha il pregio di abbassare i livelli di cortisolo, ormone che causa lo stress, riduce la pressione e il rischio di contrarre malattie cardiovascolari.
Potenzia il sistema immunitario
Abbiamo già spiegato quanto un buon sonno ristoratore possa potenziare il sistema immunitario e qui lo ribadiamo, perché un sonnellino pomeridiano aiuta a scacciare le infezioni. Si potrebbe quasi dire che un sonnellino al giorno toglie il medico di torno, o quasi. Un ritmo sonno veglia non equilibrato può far sorgere alterazioni della funzione immunitaria. Inoltre fa bene alla pelle e favorisce la rigenerazione dei tessuti.
Memoria e concentrazione al top
La siesta ci evita di affrontare il resto della giornata senza la giusta verve e fa bene anche al cervello, si perché aiuta a memorizzare le informazioni apprese. E per quanto mi riguarda confermo che è la verità. Quando ero studente il sonnellino pomeridiano mi aiutava a fissare le informazioni apprese nel corso della mattinata. In altre parole durante la pennichella vengono riattivate le aree del cervello che comprendono l’acquisizione dei ricordi, vengono rafforzate le connessioni neurali.
Inoltre secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal il pisolino è un toccasana. Lo studio è stato condotto in Cina su 2 mila persone in età avanzata. Ne è emerso che i soggetti che si concedevano il sonnellino esprimevano migliori funzioni cognitive: linguaggio, memoria e orientamento.
Tuttavia vi sono anche aspetti negativi emersi dalla ricerca, ossia che chi era incline a questa abitudine presentava un livello di trigliceridi più alto.
Dammi due parole: cuore sano e umore
Chi fa la pennichella ha il 37% di rischio in meno di morire a causa di disturbi cardiaci. Lo ha dimostrato uno studio su 25 individui portato avanti per circa 6 anni. Migliora l’umore. Uno scarso riposo ci rende tutti più irritabili. La pennica pomeridiana ristabilisce la funzione neuroendocrina.
Ragioni genetiche dietro la pennichella?
Dietro l’abitudine della pennichella potrebbero esserci ragioni genetiche. È quanto afferma uno studio accademico condotto dai ricercatori del Massachusetts General Hospital. Alcuni geni che portano gli individui a fare il riposino pomeridiano sono collegati a disturbi cardio metabolici. L’ipotesi avanzata dallo studio, sostiene che fare frequenti riposini, possa al contrario di quanto scritto sopra, amplificare la pressione sanguigna oltre che far lievitare il girovita.
Tuttavia i rischi cardiovascolari connessi alla frequenza dei sonnellini pomeridiani vanno ulteriormente indagati, anche perché solitamente i campioni di popolazione oggetto delle ricerche presentano caratteristiche fisiche e sociali differenti.
Fattori culturali e climatici
La pennichella è condizionata anche da fattori culturali e climatici. Si pensi infatti che dormire dopo pranzo è una usanza caratteristica dei Paesi più caldi.
In Giappone invece ci si addormenta in pubblico. Non parliamo certo di narcolessia, ma trovandoci innanzi a una società che vive con ritmi di lavoro massacranti e alternanza sonno veglia piuttosto irregolare, questa è una vera e propria usanza tutta nipponica chiamata inemuri.
Inemuri è molto onorevole per i giapponesi, si è presenti mentre si dorme! Si presuppone che chi sta dormendo in quel momento ha dato tutto sé stesso nella giornata lavorativa in termini di forze e dedizione.
Non di rado a Tokyo è facile trovare delle persone addormentate nel bel mezzo di una riunione, alla fermata della metro o nelle scale di un edificio. Ad alcuni succede anche da noi in Parlamento…e no quella però non è inemuri!
In conclusione…
La pennichella è un modo per ricaricare le batterie meno dannoso di quanto si tenda a pensare. Basta non eccedere, il consiglio degli esperti della Sleep Foundation per trarre i benefici della pennichella è quello di non dormire più di 20 minuti.
Un sonnellino ristoratore che va dai 10 ai 20 minuti ci da modo di risvegliarci energici e non storditi. Occorre evitare lunghe dormite di una o due ore che potrebbero sortire l’effetto opposto facendoci sentire confusi e talvolta improduttivi, rischiando anche che la sera sia maggiormente difficile prendere sonno. Chi soffre di insonnia è bene che eviti il riposino pomeridiano.
Alcune aziende lo stanno valutando come un metodo positivo per aumentare la produttività e la creatività dei dipendenti. Superfluo dire che per il sottoscritto sarebbe davvero il paradiso!







