Dimenticate la vecchia regola del “se non circola su strada, non serve l’assicurazione”. Il mondo della responsabilità civile è stato scosso dal Dlgs 184/2023, che ha esteso l’obbligo di copertura a tutti i veicoli, anche se parcheggiati in cortili, garage o aree aziendali recintate. Una rivoluzione che ha fatto saltare sulla sedia collezionisti, imprenditori e semplici cittadini. Tuttavia, il cammino legislativo è tutt’altro che concluso e il 23 dicembre 2025 è stato trasmesso al Parlamento un decreto correttivo che promette di smussare gli angoli più critici di questa riforma.
Cosa cambia per le auto ferme e i veicoli non idonei
Il punto più caldo riguarda i veicoli che non possono muoversi. La normativa attuale è rigida, ma il correttivo cerca di fare chiarezza sulla “inidoneità all’uso”. L’idea del Governo è concedere la deroga solo a quei mezzi che sono definitivamente fuori uso, perché privi di parti essenziali.
Attenzione, perchè non basterà togliere la batteria o smontare un volante per evitare la polizza. Se il pezzo può essere “facilmente reinserito”, l’obbligo rimane. Questa sottile distinzione sta già facendo discutere gli esperti, poiché il rischio è di dover assicurare anche un’auto in attesa di un pezzo di ricambio introvabile, considerandola ancora un potenziale pericolo statico.
RC auto aree private: arriva l’assicurazione stagionale, un atto di buon senso
Una delle novità più attese del correttivo riguarda la possibilità di stipulare contratti per l’uso stagionale. Fino ad oggi, molti si sono trovati costretti a pagare coperture annuali per mezzi utilizzati solo pochi mesi, come i motoscafi o i veicoli da noleggio turistico. Il nuovo comma 2-bis dell’articolo 122-bis del Cap dovrebbe finalmente introdurre polizze flessibili. Questa misura punta a ridurre i costi per chi possiede mezzi a utilizzo limitato, distinguere chiaramente tra la sospensione volontaria della polizza e un contratto nato per durare meno di un anno e garantire la tutela dei terzi senza vessare economicamente i proprietari.
Veicoli storici e sportivi: regole meno rigide
Buone notizie per i collezionisti. Per i veicoli storici, l’obbligo di Rc Auto anche in aree private potrà essere assolto con formule alternative. La logica è la proporzionalità; un’auto d’epoca che sta ferma in un museo privato ha un rischio dinamico quasi nullo. Allo stesso modo, per il mondo dello sport automobilistico, si torna a una gestione più snella, per gare e prove basterà una polizza di responsabilità civile generale stipulata dall’organizzatore, senza dover assicurare singolarmente ogni bolide come se dovesse andare a fare la spesa al supermercato.
Il caos dei muletti e delle aree aziendali
Se per le auto storiche si vede la luce, per il mondo del lavoro regna ancora una certa frammentazione normativa. Paradossalmente, le deroghe per i carrelli elevatori (i classici muletti) e i mezzi agricoli che operano solo dentro i fondi privati non sono contenute in questo decreto, ma nel Ddl annuale sulle PMI.
Il risultato? Un mosaico di leggi che costringe le aziende a una gincana burocratica. Resta però fermo un principio, ovvero anche se esentati dalla Rc Auto anche in aree private tradizionale, questi mezzi dovranno comunque avere una copertura assicurativa per la responsabilità verso terzi. Insomma, il rischio non può mai restare scoperto, cambia solo il nome della polizza sulla scrivania dell’assicuratore.








