Hai mai sentito parlare della teoria del complotto più bizzarra della televisione italiana? Dimentica l’Area 51, i rettiliani e i messaggi subliminali nei dischi rock. In Italia abbiamo un mistero tutto nostro, degno di una spy-story internazionale, che riguarda il re indiscusso del Bagaglino.
Mettiti comodo, perché stiamo per addentrarci nell’inquietante (e terribilmente divertente) leggenda metropolitana del sosia di Pippo Franco.
La teoria della sostituzione
Proprio come la celebre leggenda “Paul is Dead” che riguarda i Beatles, anche il nostro Pippo nazionale è al centro di un giallo. Secondo una teoria che circola da anni nei meandri del web, tra forum complottisti e vecchie discussioni social, il vero Pippo Franco sarebbe deceduto, o si sarebbe ritirato a vita privata per motivi oscuri, a cavallo tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.
La tesi è degna di un film, per non perdere contratti milionari e la popolarità crescente, i produttori avrebbero insabbiato tutto e ingaggiato un attore quasi identico, un perfetto sosia di Pippo Franco, per continuare lo spettacolo come se nulla fosse accaduto.
L’Identikit dell’impostore: chi sarebbe Franco Saladino?
La leggenda non si ferma a una vaga ipotesi di sostituzione, ma i “ricercatori dell’occulto televisivo” sono andati oltre, arrivando a dare un nome e un cognome a questo presunto impostore che avrebbe preso il posto dell’originale.
Chi si nasconderebbe dietro il naso più famoso d’Italia? Il nome che circola con insistenza nelle versioni più dettagliate della storia è quello di un tale Franco Saladino. Secondo i sostenitori della teoria, Saladino sarebbe stato un oscuro figurante o un attore di secondo piano, scelto per la sua impressionante somiglianza e addestrato per mesi a imitare le movenze e la parlata del comico. Da quel momento in poi, sarebbe stato Franco Saladino, nei panni di sosia di Pippo Franco, a condurre gli show del sabato sera e a recitare nelle commedie sexy.
Le pseudo prove schiaccianti: naso,voce e atteggiamento
Su cosa si basa questa folle teoria? I complottisti puntano il dito su una serie di cambiamenti che, a loro dire, sarebbero impossibili da spiegare se non con l’intervento di un doppione.
Il primo elemento sotto accusa è il celebre naso. Secondo i teorici, il profilo del Pippo degli esordi era leggermente diverso, più aquilino e meno pronunciato rispetto a quello del Pippo del Bagaglino, che sarebbe appunto il presunto Saladino. A questo si aggiungerebbe la voce, si dice che il timbro vocale sia cambiato drasticamente negli anni ’80, diventando più nasale, stridulo e impostato rispetto alla voce più profonda e naturale degli esordi. Infine, i dubbi riguardano lo stile artistico. Il passaggio da attore impegnato e cantautore ironico a maschera fissa del varietà televisivo commerciale sarebbe stato troppo repentino per essere naturale. I sostenitori della teoria si chiedono se fosse davvero un’evoluzione artistica o se il sosia di Pippo Franco stesse semplicemente recitando un copione diverso.
Sarà solo suggestione?
Naturalmente, dobbiamo tornare con i piedi per terra. La spiegazione razionale è molto più noiosa della leggenda infatti Pippo Franco è fortunatamente sempre stato uno solo. Il cambiamento fisico è dovuto al naturale invecchiamento e il cambiamento di stile è stata una precisa scelta artistica che lo ha portato a diventare uno dei volti più iconici della TV commerciale italiana. Non esiste nessun Franco Saladino che ne ha preso il posto.
Il fascino di questa storia risiede proprio nella sua assurdità. È diventata una Creepypasta all’italiana meravigliosa, un meme ante-litteram che continua a far discutere e sorridere le nuove generazioni su social come TikTok e Reddit.
Che si creda o meno alla storia di Franco Saladino come sosia di Pippo Franco, una cosa è certa: l’attore romano è riuscito a entrare nell’immaginario collettivo non solo per le sue battute, ma anche per l’alone di mistero che il web ha creato attorno alla sua figura.
Vero o falso, originale o presunta copia, Pippo Franco resta un pezzo indelebile di storia dello spettacolo italiano. E forse, questa leggenda serve solo a ricordarci quanto sia stato onnipresente nelle nostre case per decenni.








