Home Musica Tanti auguri a Mike Patton: l’arte di non avere confini

Tanti auguri a Mike Patton: l’arte di non avere confini

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Silvio Tanaka from Sao Paulo, Brazil - Mike Patton - Maquinária - 11/07 Wiki cc2.0

Oggi il calendario segna una data importante per chiunque mastichi pane e distorsioni, ma anche per chi pensa che la voce umana sia uno strumento senza limiti fisici. È il compleanno di Mike Patton, l’uomo che ha trasformato il ruolo del frontman in un esperimento di laboratorio perenne cmpie 58 anni. Se il rock degli ultimi trent’anni ha avuto un brivido d’imprevedibilità, lo deve quasi certamente a questo signore nato ad Eureka, che della normalità non ha mai saputo che farsene.

Laureato honoris causa in “caos creativo”, Patton non è solo la faccia (e il carisma debordante) dei Faith No More, una delle band che amo di più. È un’entità collettiva racchiusa in una sola gola. Da quando, poco più che ventenne, prese il posto di Chuck Mosley e regalò al mondo The Real Thing, è stato chiaro che non ci trovavamo davanti al solito urlatore da classifica. Il mito della leggendaria estensione vocale di Mike Patton, capace di coprire sei ottave, un primato che lo colloca nell’Olimpo dei cantanti più dotati di sempre.

Oltre il mainstream: il gusto per l’ignoto

La verità, quella che noi blogger appasionati di musica cerchiamo sempre tra le righe degli spartiti, è che a Mike il successo commerciale è sempre andato stretto. Mentre il mondo cantava Epic, lui stava già pensando a come far saltare il banco con i Mr. Bungle, un progetto dove il jazz, il metal e la musica da circo si scontrano in un incidente frontale meraviglioso.

Il suo approccio alla comunicazione musicale è profondamente sociale, Patton non scrive per compiacere, ma per scuotere. Che si tratti della sperimentazione pura di Adult Themes for Voice o del recupero della canzone d’autore italiana con Mondo Cane, il segreto rimane la tecnica. L’estensione vocale di Mike Patton con la quale passa dal baritono profondo al growl estremo, rendendo credibile sia un classico di Fred Bongusto che un pezzo hardcore grindcore. Vederlo interpretare “Senza Fine” di Gino Paoli con un’orchestra di quaranta elementi è un’esperienza che ridefinisce il concetto di versatilità.

Perché Patton è ancora essenziale

In un’epoca di voci filtrate dall’autotune e di carriere costruite a tavolino dagli algoritmi, la figura di Patton brilla per un’autenticità feroce. Spesso i fan si interrogano su come sia possibile mantenere intatta l’estensione vocale di Mike Patton dopo decenni di urla e tour massacranti; la risposta sta in una disciplina ferrea e in una conoscenza anatomica dello strumento voce che pochi altri possiedono.

È il fondatore della Ipecac Recordings, un’etichetta che è diventata il rifugio per tutti gli artisti “fuori dagli schemi”. Non è solo un cantante, è un curatore di suoni che ha saputo mescolare l’alto e il basso della cultura pop con una naturalezza disarmante. Se oggi il mondo della critica analizza ancora con stupore l’estensione vocale di Mike Patton, è perché lui ha dimostrato che la curiosità è l’unico vero antidoto all’invecchiamento artistico.

Buon compleanno, Mike. Continua a urlarci in faccia la tua bellissima verità!