Home Costume e Società Colazione in Hotel: quel cornetto in borsa è un furto?

Colazione in Hotel: quel cornetto in borsa è un furto?

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Ah, la colazione in hotel! Un momento sacro per ogni viaggiatore, un trionfo di cornetti caldi, uova strapazzate, frutta fresca e caffè fumante. Un buffet che sussurra “prendimi”. E, ammettiamolo, la tentazione di far scivolare un panino imbottito o un paio di muffin nella borsa per uno spuntino a metà giornata ha sfiorato la mente di tutti. Ma quella che sembra un’innocua furbizia da turista, potrebbe in realtà trasformarsi in un grattacapo legale?

Se ti sei mai chiesto se stai commettendo un reato “rubacchiando” oggi provo a svelarti tutte le implicazioni, legali e non, di questo piccolo peccato di gola.

La domanda da un milione di euro: è illegale portare via il cibo dal buffet?

Andiamo dritti al punto, senza troppi giri di parole: sì, in Italia, portare via cibo dal buffet della colazione di un hotel, con l’intenzione di consumarlo in un altro momento e luogo, è tecnicamente un furto.

Sorpreso? Molti lo sono. Ma la legge italiana è piuttosto chiara. L’articolo 624 del Codice Penale definisce il furto come l’impossessamento di un bene mobile altrui sottraendolo a chi lo detiene, al fine di trarne profitto. Analizziamo insieme questi elementi nel nostro contesto:

  • Impossessamento di un bene altrui: il cibo esposto nel buffet è di proprietà dell’hotel fino al momento in cui non viene legittimamente consumato all’interno della sala colazione.
  • Sottrazione al detentore: l’albergatore offre quel cibo per un servizio specifico: la colazione da consumare in loco e in un determinato orario. Prenderlo e portarlo via significa sottrarlo alla sua disponibilità e al suo controllo.
  • Fine di profitto: Il “profitto” non è solo un guadagno economico. Risparmiare sull’acquisto del pranzo o di uno snack è considerato un vantaggio a tutti gli effetti.

Quindi, anche se hai pagato per la colazione, stai pagando per un servizio di somministrazione di alimenti e bevande da consumare sul posto, non per un “all-you-can-take-away”.

“Ma io prendo solo una mela!” – le zone grigie e la tolleranza degli Hotel

Certo, è improbabile che la Polizia venga a bussare alla tua porta per una mela o un vasetto di marmellata. Esiste un principio legale noto come particolare tenuità del fatto” (art. 131-bis c.p.), che può portare alla non punibilità di un reato quando l’offesa è di minima importanza e il comportamento non è abituale.

Tuttavia, questo non significa che l’atto non sia illegale. La maggior parte degli hotel sceglie di non creare problemi per piccole quantità di cibo, un po’ per buonsenso, un po’ per non rovinare il rapporto con il cliente. Ma ci sono delle buone ragioni, al di là di quelle puramente legali, per cui questa pratica è malvista: specie per questioni di igiene e sicurezza alimentare, l’hotel è responsabile della corretta conservazione del cibo all’interno della struttura. Una volta che un alimento lascia il buffet, l’albergatore non può più garantirne la freschezza e la sicurezza, e potrebbe essere ritenuto responsabile in caso di malessere del cliente.

Ma anche di costi e sprechi, perchè i buffet sono calibrati sul consumo medio degli ospiti. Se tutti si preparassero il pranzo, i costi per l’hotel aumenterebbero notevolmente e, paradossalmente, si potrebbe generare anche più spreco alimentare. Dulcis in fundo, anche per una mera questione di rispetto verso il lavoro dell’hotel e verso gli altri ospiti.

Come si legge spesso nei forum di viaggiatori: “Se pensi che sia giusto, prova a chiedere al personale di sala: ‘Posso prepararmi un paio di panini per pranzo?’. La risposta (o l’imbarazzo) ti darà la misura della situazione.”

La voce dei viaggiatori e degli albergatori

Il dibattito online è sempre acceso. C’è chi, come un utente su un forum di viaggi, ammette candidamente: “Io un frutto e una brioche li prendo sempre per la merenda dei bambini”, e chi, più ligio alle regole, si indigna: “È una questione di principio. La colazione è la colazione, il pranzo si paga a parte”.

Dal canto loro, gli albergatori e le associazioni di categoria sottolineano che la colazione è un servizio. Molte strutture, per venire incontro alle esigenze degli ospiti (come partenze anticipate o gite organizzate), offrono la possibilità di richiedere un “breakfast box” o un pranzo al sacco, ovviamente a pagamento.

Il galateo del buffet: come comportarsi?

Quindi, come navigare le acque, a volte agitate, del buffet della colazione? Ecco qualche consiglio pratico e di buonsenso:

  1. Chiedere è lecito: se hai una necessità particolare, come uno spuntino per un bambino o per un’esigenza medica, la cosa migliore è chiedere al personale di sala. Un sorriso e una richiesta cortese possono fare miracoli e, nella maggior parte dei casi, verrai accontentato.
  2. Un frutto non si nega (quasi) a nessuno: prendere una mela o una banana alla fine della colazione per mangiarla poco dopo è un gesto spesso tollerato. Diverso è riempire una borsa con l’intento di saltare il pranzo.
  3. Attenzione alle quantità: un conto è un cornetto, un altro è preparare panini per tutta la famiglia. L’abuso sistematico è ciò che più infastidisce gli albergatori e che potrebbe portarli a prendere provvedimenti.
  4. Osserva le regole dell’Hotel: alcuni hotel espongono cartelli che vietano esplicitamente di portare via cibo dal buffet. In questi casi, non ci sono scuse.

E’ altamente improbabile che tu finisca in tribunale per un panino di troppo, ma è importante essere consapevoli che la legge è dalla parte dell’albergatore. La colazione in hotel è un rito da godersi appieno nel momento e nel luogo in cui viene offerta. Per tutto il resto, un po’ di buonsenso e di rispetto possono rendere il tuo soggiorno, e il lavoro di chi ti ospita, decisamente più sereno.