E’ un confine sottile tra creatività e illecito. Nell’era dell’intelligenza artificiale, creare volti realistici è diventato semplicissimo. Bastano pochi step per generare l’immagine di una celebrità che sorride accanto al tuo logo. Ma attenzione! Questa libertà creativa ha un prezzo, soprattutto se non conosci bene i limiti imposti dalla legge.
Può sembrare una scorciatoia geniale per attirare l’attenzione, ma in realtà stai camminando sui carboni ardenti. Quando si tratta di utilizzare il volto, anche ricreato artificialmente, di un personaggio famoso a fini promozionali, il rischio legale è reale e concreto.
Cosa dice la normativa italiana sul diritto di immagine?
Il volto di una persona è un bene giuridicamente tutelato. Nel nostro ordinamento, il diritto all’immagine è un diritto della personalità. Ciò significa che ogni individuo ha il potere di controllare l’uso della propria rappresentazione visiva, soprattutto in contesti pubblici o commerciali.
Secondo l’articolo 10 del Codice Civile, l’immagine altrui non può essere esposta o pubblicata senza il consenso della persona, se ciò può arrecare pregiudizio alla sua reputazione, decoro o notorietà.
Ma c’è di più: la legge sul diritto d’autore (L. 633/1941, articoli 96 e 97) stabilisce che l’immagine di una persona non può essere utilizzata per fini di lucro o promozione commerciale senza il suo esplicito consenso, salvo eccezioni molto limitate (es. motivi di giustizia, cronaca, interesse pubblico).
Anche un’immagine ricreata con l’AI può violare questi diritti se risulta riconoscibile o chiaramente ispirata a un personaggio realmente esistente.
L’intelligenza artificiale non è un’esimente
Molti pensano: “Se creo l’immagine con l’intelligenza artificiale, allora non sto davvero usando la sua immagine.”
Ma questa è una falsa convinzione giuridica.
Se la tua immagine AI raffigura tratti, gesti, espressioni, voce o elementi identificativi che riportano a una celebrità, stai comunque sfruttando la sua notorietà, anche se in modo mediato o alterato. Questo può essere sufficiente a costituire una violazione del diritto di immagine, e in alcuni casi, anche un atto di concorrenza sleale.
E all’estero? Il concetto di “right of publicity”
Negli stati Uniti: i personaggi pubblici tutelano anche la loro somiglianza. Negli Stati Uniti, molte giurisdizioni riconoscono il cosiddetto “right of publicity”, ovvero il diritto esclusivo di una persona a controllare l’uso del proprio nome, immagine, voce e altri aspetti della propria identità, soprattutto in ambito commerciale.
Il caso più noto? Quello tra Vanna White e Samsung: la conduttrice fece causa al colosso della tecnologia, perché un robot vestito e pettinato come lei era stato usato in uno spot. Nonostante non fosse ritratta direttamente, il tribunale riconobbe che si trattava di un’imitazione sufficientemente identificabile e quindi illegittima (White v. Samsung Electronics, 1992).
Europa: GDPR e riconoscibilità dell’identità
In Europa, anche il GDPR (Regolamento UE 2016/679) offre tutele importanti: se una persona è riconoscibile in un’immagine, la sua identità è considerata un dato personale. Questo significa che ogni uso che possa identificare, anche indirettamente, una persona reale, deve essere autorizzato e giustificato legalmente.
I rischi legali se usi un’immagine AI di un volto famoso
I pericoli legali sono tutt’altro che teorici. Potresti rischiare:cCause civili per violazione del diritto di immagine, risarcimento danni patrimoniali e morali,diffide e rimozione forzata della campagna pubblicitaria, ma anche danni reputazionali per il brand e l’azienda e accuse di concorrenza sleale se si suggerisce un endorsement non reale.
La creatività non basta a proteggerti legalmente se ciò che crei invade i diritti altrui.
Come usare legalmente l’AI per il tuo marketing visivo?
Vuoi davvero usare l’immagine di una celebrità? Il modo più sicuro è ottenere una licenza o un’autorizzazione scritta dal diretto interessato (o dal suo agente). L’AI può essere usata per creare personaggi nuovi, mai esistiti, perfetti per rappresentare valori, emozioni, target. In questo modo eviti ogni richiamo a persone reali. Aggiungi disclaimer nei contenuti.
Anche se non eliminano il rischio, frasi come “immagine generata con AI, non riconducibile a persone reali” possono aiutare a chiarire le tue intenzioni ed evitare ambiguità.
Libertà creativa sì, ma con responsabilità
L’AI offre strumenti potentissimi per il marketing, ma vanno usati anche con intelligenza giuridica. Creare immagini che ricordano personaggi famosi senza consenso non è solo una questione etica, ma un potenziale illecito.
La soluzione migliore? Punta sull’originalità, racconta il tuo brand con volti nuovi, autentici, non imitati. Così sarai davvero libero di creare, senza preoccupazioni legali.








