Dal 1 aprile è entrata ufficialmente in vigore la nuova classificazione Ateco elaborata dall’Istat, l’Istituto nazionale di Statistica. Tra le modifiche più discusse, l’introduzione di un codice specifico che include escort, servizi di incontri e persino attività legate alla prostituzione.
Cosa prevede la nuova classificazione Ateco 2025
Nel comunicato ufficiale diffuso lo scorso dicembre, l’Istat ha annunciato una revisione sostanziale della divisione 96, che riguarda le altre attività di servizi alla persona. Questa sezione è stata completamente ristrutturata, con l’introduzione di nuove classi e gruppi per adattarsi all’evoluzione sociale ed economica del Paese.
Il nuovo codice 96.99.92: cosa comprende
Tra i codici aggiornati compare il 96.99.92, denominato “Servizi di incontro ed eventi simili”. All’interno di questa categoria rientrano:
- Attività di accompagnatori e accompagnatrici (escort)
- Agenzie di incontro e agenzie matrimoniali
- Servizi sessuali organizzati
- Eventi legati alla prostituzione
- Gestione di locali per attività sessuali
- Eventi di speed networking e incontri
Questa innovazione segna un riconoscimento formale e statistico di attività che, pur esistendo da tempo, finora non avevano una classificazione chiara all’interno del sistema Ateco.
Cos’è il codice Ateco?
Probabilmente chi non ha mai avuto una partita IVA potrebbe non sapere di cosa si tratta.
Il codice Ateco è il sistema ufficiale utilizzato in Italia per classificare le attività economiche. Viene assegnato alle imprese, ai liberi professionisti e agli enti durante la registrazione presso enti pubblici, come l’Agenzia delle Entrate o la Camera di Commercio.
Questa classificazione si basa su una gerarchia ben definita:
- Sezioni: indicate con lettere (da A a U), rappresentano i macrosettori (es. agricoltura, industria, servizi).
- Divisioni, gruppi e classi: numeri progressivi che dettagliano in maniera crescente le attività svolte.
- Categorie e sottocategorie: offrono ulteriori specificazioni, fino a identificare attività molto precise.
Il codice Ateco è anche un punto di riferimento per:
- Apertura e gestione della partita IVA
- Adempimenti fiscali e contributivi
- Accesso a finanziamenti e agevolazioni
- Rilevazioni statistiche nazionali ed europee
Escort e prostituzione nel codice Ateco: una normalizzazione burocratica?
L’inserimento di attività come escort e fornitura o organizzazione di servizi sessuali all’interno del codice Ateco rappresenta un possibile passo verso una maggiore trasparenza e tracciabilità di settori tradizionalmente considerati “grigi” o sommersi. Resta però da capire se questo aggiornamento porterà anche a modifiche legislative o se rimarrà confinato all’ambito statistico e amministrativo.
La prostituzione non è reato, ma resta nel limbo legale: cosa cambia con il nuovo codice Ateco?
In Italia, la prostituzione in sé non è un reato, purché sia esercitata in forma autonoma, volontaria e da persone adulte capaci di intendere e di volere. È invece punibile penalmente qualsiasi forma di sfruttamento o favoreggiamento dell’attività sessuale altrui, come stabilito dalla legge Merlin del 1958. Questo principio ha sempre collocato il fenomeno in una sorta di zona grigia normativa, soprattutto sul piano fiscale e amministrativo.
Con l’introduzione del nuovo codice Ateco 96.99.92, l’Istat ha incluso nel sistema di classificazione economica una serie di attività connesse alla sfera sessuale, come escorting, agenzie di incontri, organizzazione di eventi erotici e gestione di locali dedicati. Dal punto di vista statistico e fiscale, ciò rappresenta un cambiamento significativo: queste attività non sono più ignorate nei dati ufficiali e, in teoria, potrebbero ora essere anche inquadrate fiscalmente, con l’apertura di partita IVA e l’assolvimento di obblighi tributari.
Il paradosso giuridico: attività ammesse dal fisco ma punibili dal codice penale
Tuttavia, questa apertura fiscale entra in rotta di collisione con il codice penale, che continua a considerare reato lo sfruttamento della prostituzione. In pratica, se da un lato la classificazione Ateco offre la possibilità di rendere “visibili” economicamente queste attività, dall’altro permane un impianto normativo che criminalizza la loro organizzazione commerciale. L’organizzazione di servizi sessuali e la gestione di locali destinati a tale scopo, pur essendo ora identificati come attività economiche, possono configurare reati punibili con fino a 8 anni di reclusione e multe fino a 25.000 euro.
Una realtà sommersa che vale miliardi
Dal punto di vista economico, la scelta dell’Istat evidenzia la volontà di riconoscere un settore sommerso che genera miliardi di euro ogni anno. Secondo alcune stime, il mercato del sesso in Italia potrebbe valere oltre 3 miliardi di euro annui, ma sfugge in gran parte alla tassazione. L’introduzione di un codice Ateco è un primo, neppure tanto timido passo verso una possibile regolarizzazione futura, anche se non accompagnato da una riforma legislativa coerente.
In termini di politica economica, questa contraddizione tra fisco e codice penale potrebbe generare incertezza per gli operatori, scoraggiando l’emersione e lasciando il settore in balia dell’informalità. Per un’effettiva integrazione di queste attività nell’economia legale, sarebbe necessario un intervento normativo che superi il tabù ideologico e si concentri su tutela, diritti, fiscalità e controllo.








