Home Attualità L’autoradio rischia l’estinzione: cosa sta accadendo?

L’autoradio rischia l’estinzione: cosa sta accadendo?

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Foto di NoName_13 da Pixabay

Ricordi l’ultima volta che hai girato la manopola dell’autoradio cercando una stazione che ti tenesse compagnia? Potrebbe essere una delle ultime. Dopo la lenta scomparsa dei lettori CD, anche la radio rischia di uscire di scena dalle automobili. A lanciare l’allarme è Massimiliano Capitanio, commissario dell’Agcom, che ha rivelato un dato preoccupante: 26 milioni di italiani potrebbero presto guidare auto prive di sintonizzatori FM o DAB.

Le nuove auto – in particolare le piccole elettriche tanto amate dai giovani – stanno uscendo di fabbrica senza autoradio integrate, sostituite da semplici porte USB e display touch da collegare allo smartphone. Sembra un piccolo dettaglio, ma le implicazioni sono molto più profonde.

Non solo musica: la radio è informazione, cultura, sicurezza

Nel 2022, l’autoradio è stato il principale mezzo di ascolto radiofonico in Italia, raggiungendo quasi 24 milioni di persone. Ma ridurre la radio a mero intrattenimento musicale sarebbe un errore. È uno strumento immediato di informazione pubblica, gratuito e accessibile anche dove internet non arriva.

Spegnere la radio significa accendere una dipendenza totale dalla connettività: senza rete, niente musica, niente notizie, nessun aggiornamento in caso di emergenze. La radio, invece, funziona anche in blackout, nelle zone montane o rurali, nei momenti in cui tutto il resto si ferma.

Rischiamo un’informazione solo algoritmica

Capitanio lo dice chiaramente: “Le FM sono infrastrutture fondamentali”. E non ha tutti i torti. Senza la radio, rischiamo di affidarci completamente a piattaforme digitali dominate dagli algoritmi, che filtrano contenuti e punti di vista in base alle logiche commerciali o alla profilazione dell’utente.

La radio è un presidio di pluralismo, dove puoi ascoltare opinioni diverse, storie di nicchia, voci fuori dal coro. È uno degli ultimi luoghi dove l’informazione è davvero libera, e toglierla dalle auto significa togliere uno spazio di libertà.

L’appello al Governo e la battaglia per salvare le frequenze

L’Agcom ha già inviato una nota ufficiale al governo, sollecitando un intervento. La richiesta è semplice: non lasciamo scomparire un mezzo che garantisce democrazia, sicurezza e pluralismo. Oggi si parla tanto di “transizione digitale”, ma non può essere a discapito di chi è già ai margini.

Tutelare la radio in auto è una questione culturale e politica, che tocca il diritto all’informazione, la libertà di scelta, e l’equità digitale.

Spegnere la radio nelle auto potrebbe sembrare un passo avanti verso l’innovazione, ma a quale prezzo? Oggi tutto è filtrato, misurato, personalizzato, la radio resta uno dei pochi strumenti davvero universali. Salviamola prima che diventi solo un ricordo.

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