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Sardegna cara? L’identikit del turista lamentoso

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AI Pic.

Sardegna cara? E’ un mistero quello dei milanesi che pagano 18 euro per un Negroni a Milano ma si indignano per una Ichnusa a 4 euro fronte mare.

Disclaimer: articolo ironico, in modo che nessuno si senta offeso.

Sardegna cara: la grande migrazione estiva e l’inizio di una tragedia greca

Come ogni anno, a luglio parte la grande epopea: l’esodo dei milanesi verso la Sardegna. Zaini griffati, infradito da 120 euro e voglia di “wild” a Porto Cervo. Ma attenzione… il dramma è dietro l’angolo.
Appena messi i piedi su suolo sardo e ordinata una birretta ghiacciata vista mare, accade l’impensabile. Il cameriere pronuncia la cifra maledetta: “Fanno quattro euro”.
E lì, il turista meneghino appena arrivato a Villasimius ha un sussulto. L’occhio sinistro inizia a tremare: Figa ma come… una Ichnusa… quattro euro?!?!”

A Milano invece si vive in economia… certo

E qui partiamo con il primo mistero dell’estate italiana. Perché lo stesso cittadino, nella sua amata Milano, la capitale italiana del business che non dorme mai, paga con il sorriso 15 euro per uno spritz servito in un bicchiere di vetro artigianale, nel locale industrial chic dove il barista si chiama mixologist e il cappuccino ha la schiuma a forma di unicorno.

Un Negroni minimal? 18 euro. Ma poi c’è quello speciale a 70 euro!
Una tartare da 100 grammi? 28 euro. Il parcheggio a Brera per 45 minuti? Un rene.

Ma una Ichnusa a 4 euro su una spiaggia sarda — con tanto di tramonto, mare cristallino e sabbia bianca e talvolta musica live — è un furto, “figa ci hanno fatto il pelo”. Probabilmente un complotto ordito dalla Regione Sardegna per finanziare l’indipendenza (eya credici!). O peggio: un piano macchiavellico per impoverire “i continentali”.

Il nord ricco che si lamenta del sud

Vabè la tiritera del “paghiamo le tasse per voi del sud perchè siete evasori o non avete voglia di lavorare, ormai ce la siamo fatta scivolare”, ma chi arriva dal Nord con stipendi che al Sud ci possiamo anche sognare, con affitti da 1500 euro al mese per una stanza “luminosa” che affaccia sull’autostrada, arriva in Sardegna e scopre che le cose costano.

E giù indignazione a pacchi!
“Ma al supermercato di Rozzano costa meno!”

Sì, ma a Rozzano non c’è il mare. E neanche i fenicotteri, non c’è quell’odore di lentischio che stimola il romanticismo.

C’è poi il grande classico:
“Ma il mare è di tutti, non si può far pagare così tanto solo perché c’è la vista!”

Certo, il mare è di tutti. Ma il cameriere che ti porta la birra camminando sulla sabbia bollente non lavora per lo Stato. L’ombrellone sotto cui ti stai rilassando non l’ha montato Poseidone. E il litorale non si pulisce da solo con la forza del pensiero progressista.

La Sardegna cara insomma è un mito, Porto Cervo è certamente cara, ma c'è tanta Sardegna da gustare per tutti. L'articolo è ovviamente ironico, ho tanti amici milanesi e del nord che non si sono mai accigliati per i prezzi. E guardate un pò sono persone incredibilmente generose e ospitali quanto noi sardi!

Che poi l’Ichnusa a 2 euro o poco meno e da 66 (non da 33) la trovi pure, ma lontano dalle spiagge e se entri in qualche tzilleri nei paesini, magari te la offriamo pure, perchè siamo ospitali, anche e sopratutto in montagna!