Home Costume e Società Money mistress e influencer di lusso: un confine sempre più sottile

Money mistress e influencer di lusso: un confine sempre più sottile

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Foto AI

Da un lato l’influencer di lusso: bionda, luminosa, sempre con la luce perfetta e il fidanzato immaginario che scatta le foto. Dall’altro la money mistress: vestita di lattex e senza bisogno di sorridere (e neanche di mostrarsi). Sembrano agli antipodi, vero? E invece… sorpresa! Sono le due facce dello stesso bonifico.

In entrambe le situazioni, il meccanismo è semplice e infallibile: lui paga, lei riceve, nessuno si spoglia (se non del proprio saldo), nessuno si tocca. Ma uno dei due si sente potente. Indovina chi?

In un video recentemente pubblicato (qui il link per i più curiosi: clicca e rosica), una giovane signorina mostra fiera il bottino ricevuto da un fan: borse, orologi e gioielli per 120.000 euro. Niente baci, niente cene. Solo tanta gratitudine muta e tag su Instagram.

Money Mistress e la sottile arte del farsi pagare senza apparire interessate

Iinfluencer o mistress? la differenza è il filtro (e un po’ di sincerità). una narrazione patinata contro una brutalmente onesta. Le influencer ci tengono a far credere che tutto arrivi “grazie al duro lavoro sui social” (leggasi: selfie e didascalie motivazionali), le mistress invece non fingono: “Ti piaccio? Allora bonifica.” Nessun bisogno di fingere un amore per l’arte, per i tramonti o i poeti contemporanei.

Una dominatrice finanziaria italiana, attiva anche su MistressAdvisor, lo dice senza mezzi termini:

La differenza è solo nella narrazione. Se mi faccio regalare un Rolex e lo dico con tono sensuale e patinato, sono una donna di successo. Se lo faccio come dominatrice e lo ordino via messaggio, divento pericolosa. Ma è lo stesso gesto. Lui paga, io comando

Il piacere del distacco (pagato a peso d’oro)

Niente sesso, solo freddezza di qualità premium. Nel regno delle money mistress non ci sono nudi, videochiamate sensuali o confidenze notturne. C’è solo la soddisfazione di essere ignorati da una donna che comanda. Ed è proprio lì che alcuni uomini – di solito manager stressati e padri di famiglia in crisi esistenziale – trovano il brivido: pagare per sentirsi piccoli.

Le influencer? Stesse dinamiche, ma con più emoji

Le influencer, al contrario, ti ringraziano con un cuoricino, un “Tesoro grazie!” e magari pure una storia dedicata con hashtag di gratitudine. Ma il concetto non cambia: regali da sconosciuti, amore digitale e distanza garantita. Unica differenza: il tono è più dael tipo “ti adoro”, mentre la mistress opta per il “taci e paga”.

Le money mistress sono la versione sincera di ciò che molte influencer fanno ogni giorno, solo senza ipocrisie. Non vendiamo sogni, vendiamo la verità: ti piaccio? Pagami!

Empowerment femminile o soap opera del disagio emotivo?

Per qualcuno, tutto questo è femminismo 3.0 con carta prepagata, per altri è l’ennesima trappola relazionale mascherata da libertà. Un modo elegante per chiamare la dipendenza emotiva… “donazione spontanea”.

L’avvocato Marco B., esperto di reati digitali, avverte:

Il punto critico è capire quando c’è davvero consenso e quando entra in gioco una dinamica tossica, di dipendenza emotiva ed economica

Il boom delle mistress (e dei loro affezionati clienti)

Nel frattempo, i numeri parlano: più mistress, più cash slave, più clic. Ad oggi il sito MistressAdvisor registra picchi di traffico, e pare che le ricerche su Google tipo “come diventare dominatrice finanziaria” siano in aumento. (Spoiler: serve zero empatia e tanta eleganza glaciale.) Il fascino del “pagare per sentirsi inutili” è in netta ascesa, e il pubblico non è più solo di nicchia.

Stesso show, sipario diverso

Alla fine, che sia sotto un filtro rosa o dietro una maschera di lattice, il copione è identico: uno paga, l’altra dirige. Quindi la vera domanda è: vale di più il regalo o la narrazione che lo accompagna?

Nel grande teatro che è il web, le influencer sono le principesse Disney e le mistress le regine cattive. Ma si sa: le cattive, alla fine, hanno sempre un certo stile.

Disclaimer: articolo dai toni ironici si dispensa da accuse di misoginia et similia