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Emergenza umanitaria a Gaza: oltre un milione di bambini a rischio

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Foto di hosny salah da Pixabay

E’ ormai dal  2 marzo 2025, che nessun aiuto umanitario viene autorizzato ad entrare nella Striscia di Gaza. Si tratta del più lungo periodo di blocco dall’inizio del conflitto, con conseguenze devastanti: mancano cibo, acqua potabile, ripari e forniture mediche. La situazione mette a rischio la sopravvivenza di circa un milione di bambini, aumentando la possibilità di malattie prevenibili, malnutrizione grave e morti evitabili.

Aiuti dell’Unicef bloccati ai confini: “non è carità, è un obbligo legale”

Abbiamo migliaia di pallet pronti per entrare a Gaza, molti contenenti aiuti salvavita, ma sono fermi nei magazzini. Devono essere autorizzati subito. È un obbligo previsto dal diritto internazionale, non una scelta umanitaria.

ha dichiarato Edouard Beigbeder, Direttore regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. 

Chiusi i centri di cura per la malnutrizione: 350 bambini a rischio vita

Dal 18 marzo 2025, il 15% dei centri ambulatoriali che curano la malnutrizione infantile ha chiuso per ordini di evacuazione o bombardamenti. Almeno 350 bambini non hanno più accesso alle cure necessarie e la loro condizione potrebbe aggravarsi rapidamente, diventando potenzialmente letale.

Esauriti gli alimenti per neonati: rischio di uso di acqua contaminata

Nelle zone centrali e meridionali della Striscia di Gaza, sono terminati gli alimenti complementari per l’infanzia, fondamentali in situazioni di emergenza. Restano solo scorte di latte in formula pronto all’uso (RUIF) per circa 400 neonati, sufficienti per un solo mese. L’UNICEF stima che circa 10.000 bambini sotto i sei mesi necessitino urgentemente di alimentazione supplementare. In mancanza di latte, le famiglie rischiano di utilizzare acqua non sicura, aumentando l’esposizione a malattie potenzialmente letali.

Anche il supporto psicologico e sociale ai bambini, la sensibilizzazione contro le mine e la protezione dei minori sono stati drasticamente ridotti a causa dei bombardamenti e degli sfollamenti di massa.

Accesso all’acqua in calo: da 16 a soli 6 litri al giorno

Durante il cessate il fuoco, l’UNICEF aveva iniziato la riparazione di pozzi e condutture. Tuttavia, molti impianti non sono stati completati o sono ora nuovamente danneggiati. Al nord, le famiglie dipendono totalmente dal trasporto di acqua, mentre nel sud, la produzione dell’impianto di desalinizzazione è crollata dell’85%. L’accesso medio all’acqua è passato da 16 a soli 6 litri al giorno, e potrebbe scendere sotto i 4 litri se il carburante dovesse finire, esponendo la popolazione a epidemie e contaminazioni.

Bambini disabili dimenticati: fermi anche i kit ricreativi

Il blocco degli aiuti a Gaza ha impedito anche la distribuzione di kit ricreativi inclusivi destinati a 1.000 bambini con disabilità, lasciandoli senza supporti fondamentali per lo sviluppo e il benessere emotivo.

L’appello dell’Unicef: garantire l’accesso agli aiuti è un dovere!

Esortiamo le autorità israeliane a garantire almeno i bisogni basilari della popolazione. Cibo, medicinali e beni essenziali devono essere forniti in conformità al diritto internazionale umanitario, che impone la protezione dei civili, in particolare dei bambini.

Ha ribadito Beigbeder.

Nonostante tutto, l’Unicef resta: assistenza, acqua e supporto ai neonati

L’UNICEF e i suoi partner, nonostante le gravi difficoltà, continuano a operare sul campo. Tra le principali attività:

  • ripresa dei servizi neonatali e distribuzione di 21 respiratori per salvare la vita a 150 neonati;
  • miglioramento dell’accesso all’acqua potabile per centinaia di migliaia di persone;
  • distribuzione di alimenti complementari a 7.800 bambini sotto i 2 anni e screening nutrizionali per oltre 33.500 bambini;
  • supporto alla riunificazione familiare per oltre 300 bambini separati durante evacuazioni o bombardamenti.

La richiesta finale: cessate il fuoco e rispetto del diritto internazionale

L’UNICEF rinnova l’appello urgente per un cessate il fuoco immediato, l’apertura dei corridoi umanitari, l’evacuazione dei bambini feriti e la protezione dei civili e degli operatori umanitari. Chiede inoltre agli Stati influenti di fare pressione affinché le parti rispettino il diritto internazionale, garantendo protezione e assistenza ai minori colpiti dalla guerra.

Link per donare a Unicef.