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La Baguette patrimonio dell’UNESCO

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Foto Pixabay - jackmac34

E anche la Baguette è patrimonio dell’UNESCO. La Francia per un pelo non conquista il mondiale di calcio, ma diciamocelo pure, a livello culturale non è mai stata seconda a nessuno. La sua Baguette pane tradizionale transalpino nonché tradizionale bersaglio di stereotipi aldilà dei confini nazionali, conquista un riconoscimento prestigioso.

Un tipo di pane cosi celebre che ha anche la sua emoji; una vera e propria icona, sinonimo di cultura e grande maestria artigianale che non poteva non entrare nella lista rappresentativa del 2022 del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Certo che per essere patrimonio immateriale ha proprio un buon sapore!

Un ottimo traguardo se si pensa che il patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO comprende già circa 600 iscrizioni di tradizioni provenienti da oltre 130 Paesi. Baguette patrimonio dell’UNESCO significa riconoscimento del patrimonio culturale francese e della sua importante capacità di mantenere viva e inalterata la tradizione e la sua diversità culturale innanzi alla globalizzazione.

La Baguette è parte di una lunga lista di nuove iscrizioni del 2022, con tradizioni provenienti dal tutto il dalle pratiche di tessitura di Al Sadu in Kwait alla salvaguardia della danza rituale giapponese Furyu-odori.

Baguette patrimonio dell’UNESCO e salvaguardato dalla legge

In francese significa Bastone/Bacchetta. È il pane più popolare e venduto oltralpe, che conta più di 16 milioni di Baguettes prodotte al giorno. Ha una consistenza croccante e caramellata con un esterno gommoso. L’interno arioso presenta sacche d’aria di forma irregolare meglio conosciute come alvéolage.

La Baguette ha una consolidata storia sociale così come le panetterie artigianali che per tradizione rappresentano luoghi di ritrovo per chi vive in un determinato quartiere nonché punti a favore quando si intende acquistare una casa. Ai bimbi viene spesso dato il quignon, ossia il tacco della baguette da masticare quando stanno sviluppando la dentatura.

Ci sono degli standard da rispettare ma ogni Baguette è differente

La legge francese salvaguarda l’integrità di questo prodotto. Nel 1993 sono state stabilite rigide regole e standard di produzione della baguette tradizionale. Secondo il Décret Pain la baguette tradizionale deve essere preparata con soli quattro ingredienti: acqua, farina, sale lievito.

La lunghezza deve attestarsi tra i 55 e i 65 cm con un diametro da i 5 e 6 cm. Devono lievitare solo presso il Forno in cui vengono cotte.

La produzione come potete notare ha degli standard imposti per legge, ma ogni maestro panificatore ha una certa discrezionalità per quanto riguarda le tecniche usate nell’impastare, mescolare, far riposare e lievitare l’impasto. Anche i celebri tagli sopra le baguette fatti prima della cottura sono a discrezione dell’artigiano.

Un passato agrodolce

Oggi celebriamo la Baguette patrimonio dell’UNESCO ma bisogna ricordare che nonostante la popolarità di questo prodotto, nell’ormai lontano 1970 più di 400 boulangeries chiusero i battenti a causa dei supermercati che presero piede anche nelle zone rurali.

Facciamo i conti, nel 1970 in Francia operavano 55 mila panifici artigianali, oggi ce ne sono poco più di 35 mila. Questo per far comprendere l’impatto che hanno avuto le grosse catene di distribuzione.

La Ministra delegata per le Piccole e Medie Imprese, Commercio, Artigianato e Turismo francese Olivia Grégoire è soddisfatta di questo riconoscimento che celebra la Baguette patrimonio dell’Unesco:

Questa decisione contribuisce all’influenza del savoir-vivre francese, delle tradizioni di condivisione e convivialità e del know-how dei nostri fornai artigiani […] È un riconoscimento della cultura della baguette che spetta a noi preservare, proteggere, garantendo la trasmissione di questo patrimonio.

Questo riconoscimento potrebbe dare impulso alla rinascita di questo comparto artigianale e anche il Governo Francese ha pensato a istituire una giornata della baguette intitolata Open Bakehouse Day in modo che i cittadini possano respirare la tradizione e ricongiungersi con questa deliziosa tradizione. Se anche i giovani si connettessero maggiormente con questa tradizione probabilmente la chiusura dei panifici artigianali potrebbe rallentare.