Con un voto per alzata di mano, il Senato ha approvato il disegno di legge promosso da Michela Vittoria Brambilla, parlamentare nota per il suo impegno pluriennale nella difesa dei diritti animali. Un risultato definito “il miglior possibile” dalle associazioni animaliste, che da tempo chiedevano un aggiornamento normativo capace di garantire una tutela reale agli animali, non più considerati semplici oggetti del diritto, ma esseri senzienti da proteggere con pene adeguate.
Il provvedimento che punisce il maltrattamento di animali, colma un vuoto giuridico e morale: nel testo, infatti, vengono inasprite le pene per reati come il maltrattamento, l’uccisione e l’organizzazione di combattimenti clandestini, oltre a introdurre nuove aggravanti, limiti all’uso commerciale delle pellicce e il divieto di tenere gli animali legati con catene.
Maltrattamento animali: carcere e multe salate per chi fa del male agli animali
La legge prevede pene più severe su più fronti:
- Maltrattamento animali: reclusione fino a 2 anni, senza possibilità di oblazione con sanzione amministrativa.
- Uccisione di animali: carcere da 6 mesi a 4 anni, e una multa fino a 60.000 euro.
- Combattimenti tra animali: fino a 4 anni di carcere per gli organizzatori, e multe fino a 30.000 euro per chi assiste o partecipa.
- Spettacoli con sevizie: sanzioni raddoppiate, fino a 30.000 euro.
- Abbandoni e traffico illegale: aggravanti e pene rafforzate, inclusi il sequestro e l’affidamento definitivo degli animali.
Una novità simbolicamente forte è anche il divieto dell’uso commerciale delle pellicce di gatto domestico, un’ulteriore barriera contro pratiche già da tempo condannate dall’opinione pubblica.
Il commento di ENPA: “un passo concreto verso la giustizia per gli animali”
Tra le voci più entusiaste quella di Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), che sul sito ufficiale dell’ente ha dichiarato:
È il miglior risultato possibile nelle condizioni presenti. In un momento in cui questo governo continua a colpire la fauna selvatica, questa legge rappresenta una conquista. Che sia passato un inasprimento delle pene è un fatto importante. Oggi è una giornata buona per chi crede nella giustizia anche per gli animali.
Rocchi sottolinea anche il legame diretto con l’articolo 9 della Costituzione, riformato nel 2022 per includere esplicitamente la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.
Una legge che rispecchia il cambiamento culturale
Il provvedimento approvato non è solo una legge penale più rigida: è il riflesso, si spera, di un cambiamento culturale profondo. Viviamo in una società sempre più sensibile al benessere animale, lo Stato italiano comincia a recepire con maggiore coerenza i principi etici che molti cittadini già vivono nel quotidiano.
Il passaggio parlamentare non è avvenuto senza contraddizioni: da un lato la ferma opposizione all’abolizione degli animali nei circhi e la linea politica che spalanca nuove possibilità alla caccia; dall’altro, la necessità di colmare una lacuna normativa che lasciava impuniti molti reati crudeli.
Ora si apre la sfida dell’applicazione concreta. Sarà fondamentale che magistratura e forze dell’ordine ricevano strumenti e formazione adeguata per far rispettare la legge. Ma il segnale è chiaro: in Italia, chi maltratta un animale non potrà più cavarsela facilmente.








