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Genocidio in diretta: quello che nessuno vuole vedere 

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Foto di hosny salah da Pixabay

Viviamo nell’epoca dello streaming, dei social, dell’informazione istantanea. Ogni secondo di questo mondo viene ripreso, raccontato, condiviso. Eppure, davanti a uno dei crimini più efferati del nostro tempo, l’Europa — si, quella che si fregia di essere la culla dei diritti umani — sceglie la strada del silenzio. Davanti al genocidio del popolo palestinese, si volta dall’altra parte. Si copre gli occhi. Tace.

Non si tratta di accuse avventate: è tutto sotto gli occhi di chi vuole vedere. A Gaza i civili vengono massacrati, le case polverizzate, gli ospedali ridotti in macerie, le scuole trasformate in cimiteri. Migliaia di bambini strappati alla vita. E l’Europa? Lancia fiacchi comunicati stampa, esprime “preoccupazione”, mentre continua a stringere mani sporche di sangue e a commerciare armi.

L’ipocrisia delle istituzioni europee

Le istituzioni europee, quelle stesse che sventolano la bandiera dei valori universali a ogni piè sospinto, quando l’occasione è buona per lavarsi la coscienza, si rivelano per quello che sono: complici per omissione. Gli stessi leader che piangono lacrime di coccodrillo per altre tragedie umanitarie, oggi preferiscono il mutismo. Parlano di “diritto alla difesa” di fronte a interi quartieri rasi al suolo, a intere famiglie morte ammazzate!

Questa non è politica estera: è ignavia travestita da diplomazia. È ipocrisia mascherata da neutralità. È un tradimento palese di ogni principio che l’Europa millanta di difendere.

La complicità del silenzio

Il silenzio non è mai neutrale. Non lo è stato di fronte agli orrori del passato, non lo è oggi di fronte al genocidio palestinese. Chi tace, chi finge di non vedere, chi si rifugia dietro formule vuote, si rende complice. Complice di uno sterminio trasmesso in diretta mondiale, che sta avvenendo proprio ora, mentre leggete queste righe.

E intanto, nelle strade europee e non solo migliaia di cittadini manifestano, gridano, implorano. Ma i palazzi di Bruxelles restano sordi. I governi chiudono gli occhi. Perché in fondo, per l’Europa, ci sono vittime di serie A e vittime di serie B. E i palestinesi, evidentemente, non meritano neppure il diritto di esistere.

Eurogna: l’Europa della vergogna

Sarà ricordato questo tempo. Verrà il giorno in cui qualcuno chiederà: “Dov’eri tu, Europa, quando Gaza bruciava? Dove erano la tua voce, il tuo coraggio, la tua coscienza?” E la risposta sarà una sola: erano assenti ingiustificate. Ostacolate o addirittura cancellate dalla paura, dall’ipocrisia, dal mero calcolo politico.

La storia non perdona chi tace davanti ai massacri. La storia ricorda. E l’Europa di oggi, si sta guadagnando una poltrona in prima fila tra i complici.

Dati aggiornati: un genocidio documentato

Secondo le autorità sanitarie di Gaza, dal 7 ottobre 2023, oltre 52.243 palestinesi sono stati uccisi e 117.639 feriti a causa dell’offensiva militare israeliana. Tra le vittime, più del 65% sono donne, bambini e anziani. Particolarmente scioccante è la distruzione di oltre 2.180 famiglie interamente sterminate, con più di 5.070 famiglie rimaste con un solo membro sopravvissuto. ​

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha segnalato che oltre 400.000 persone sono state sfollate a causa del conflitto, con la maggior parte della popolazione di Gaza costretta a vivere in condizioni precarie. La World Food Programme e l’UNRWA hanno avvertito che le scorte alimentari essenziali sono esaurite, portando a un aumento della malnutrizione, soprattutto tra i bambini.

Inoltre, le infrastrutture sanitarie sono al collasso: solo 9 su 14 ospedali maternità sono parzialmente funzionanti, con gravi carenze di forniture mediche e attrezzature. Secondo l’UNFPA, fino al 20% delle 55.000 donne incinte a Gaza sono malnutrite, e metà di esse affrontano gravidanze ad alto rischio. ​

Dati che non solo documentano una crisi umanitaria di proporzioni epiche, ma sollevano anche gravi preoccupazioni riguardo a possibili crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale umanitario.